Costruzione di nuovi edifici: la relazione energetica non vincola l’appaltatore

Prodotto difettoso: la posizione di forza è del consumatore

Nel caso di acquisto di un prodotto difettoso occorre senz’altro denunciare tempestivamente al venditore il vizio, ma non scoraggiatevi perché il “tempo” e la legge sono dalla parte del consumatore.

Pochi giorni dopo la consegna presso la propria abitazione, l’acquirente scopriva che il televisore nuovo presentava una rottura del display tale da impedire la regolare visione dei programmi.

La Cassazione dà ragione al compratore ed il venditore non va esente da responsabilità nonostante il fatto che il cliente non avesse riscontrato l’anomalia al momento della consegna.

Il Giudice di Pace accoglieva la domanda del compratore, per l’effetto dichiarava la risoluzione del contratto di acquisto del televisore con condanna del venditore alla restituzione del prezzo.

Il Tribunale non concordava ed accoglieva le obiezioni proposte dal venditore poiché “il compratore non ha dimostrato che la rottura dello schermo, denunciata dopo sette giorni dalla consegna, fosse da riferire al venditore”, ma al contrario il compratore “ha riscontrato, il giorno della consegna, che il bene non aveva alcuna anomalia in ordine allo schermo, come da documento di accettazione da lui sottoscritto».

Il compratore non si arrende e porta la questione in Cassazione, ponendo in evidenza che «il vizio di rottura del display non è emerso né al momento della vendita né nei sette giorni successivi, trattandosi non già di una rottura fisica del televisore, bensì di una striscia orizzontale nella parte centrale dello schermo, alta circa 10 centimetri, che offuscava la regolare visione dei programmi».

La Cassazione spiega chiaramente che “la responsabilità del venditore nei riguardi del consumatore per qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene allorché tale difetto si palesi entro il termine di due anni dalla predetta consegna” e aggiunge che “il difetto di conformità consente al consumatore di esperire vari rimedi: egli potrà in primo luogo proporre al proprio dante causa la riparazione ovvero la sostituzione del bene e, solo in secondo luogo, potrà richiedere una congrua riduzione del prezzo oppure la risoluzione del contratto. Resta fermo che, per poter usufruire dei diritti citati, il consumatore ha l’onere di denunciare al venditore il difetto di conformità nel termine di due mesi decorrente dalla data della sua scoperta”.

Il Codice del Consumo rafforza ulteriormente la posizione del consumatore in quanto stabilisce che se i difetti di conformità si manifestano entro sei mesi dalla consegna del bene gli stessi sono sussistenti già a tale data, salvo che l’ipotesi in questione sia incompatibile con la natura del bene o con la natura del difetto.

In sostanza il consumatore gode di una agevolazione probatoria, dovendo egli semplicemente allegare la sussistenza del vizio e gravando sulla controparte l’onere di provare la conformità del bene consegnato rispetto al contratto di vendita.

Nel caso di specie, a parere della Cassazione, è stata accertata la tempestività della denuncia del vizio in quanto denunciato entro due mesi dalla scoperta; inoltre, trattandosi di un vizio che si era manifestato entro sei mesi dalla consegna del televisore, occorre applicare la presunzione di responsabilità a carico del venditore che non viene superata dalla semplice constatazione che il televisore era stato controllato prima della vendita e al momento della consegna.

Cass., Sez. VI, Ord., 27 settembre 2021, n. 26158

Valeria Bano – v.bano@lascalaw.com

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