Eccessiva durata del processo, l’indennizzo non è scontato

Procura generale, se rinunci non vale!

Il difensore della parte costituita in giudizio, senza essere munito di procura speciale ai sensi dell’art. 306 c.p.c., comma 2, può modificare la domanda in sede di precisazione delle conclusioni ma non può rinunciare validamente agli atti del giudizio.

Questo è il principio di diritto espresso dalla Corte di Cassazione chiamata a pronunciarsi sul ricorso contro la sentenza della Corte di Appello di Palermo che aveva ritenuto responsabile l’ANAS S.p.A., ai sensi dell’art. 2051 c.c., per i danni a cose e persone conseguenti ad un incidente stradale. La Corte territoriale, inoltre, aveva considerato rinunciata la domanda di risarcimento dei danni formulata dalla moglie e dal figlio dell’uomo deceduto nel sinistro. Nel corso del giudizio di merito, infatti, il legale dei ricorrenti aveva rinunciato alla richiesta di risarcimento nei confronti l’ANAS S.p.A., mantenendo ferme le sole domande proposte contro i proprietari e il conducente dell’autovettura coinvolta nel sinistro. La Corte di Appello di Palermo sosteneva che tale condotta processuale rientrasse tra i poteri del difensore che, in tal modo, esercita la discrezionalità tecnica che gli compete nell’impostazione della lite.

Per i giudici di merito la rinuncia alla domanda o ai suoi singoli capi rientra tra le facoltà della parte di modificare ai sensi dell’art. 183, comma 5, le domande e le conclusioni precedentemente formulate. Diversa, invece, è l’impostazione seguita dalla Corte di Cassazione, la quale ha sostenuto che la procura alle liti non conferisce al legale di parte il potere di compiere atti che comportino disposizioni del diritto in contesa, quale è la rinuncia, per la quale occorre un mandato speciale.

Secondo quanto affermato dai giudici di legittimità, pertanto, il procuratore della parte costituita può modificare la domanda in sede di precisazione delle conclusioni ma non può rinunziare alla domanda o ad un capo di essa. Qualora il difensore, non munito di procura speciale, rinunzi alla domanda o ad un capo di essa, la rinunzia non è validamente effettuata.

Cass., Sez. III Civ., 8 ottobre 2019, n. 25045

Margherita Bracci – m.bracci@lascalaw.com

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