A volte ritornano: il conflitto di interessi dell’amministratore di società

Opposizione all’esecuzione per omessa notifica del titolo esecutivo

Qualora un unico provvedimento giudiziario contenga la condanna al pagamento di diversi crediti, in favore di diversi creditori, e la condanna costituisca titolo esecutivo, ciascun creditore ha l’obbligo di notificare al debitore il titolo esecutivo, non potendo “avvalersi” della eventuale notificazione effettuata, in relazione al proprio distinto e autonomo credito, da un altro creditore.

Lo spunto di riflessione trae origine da un’ordinanza della Cassazione, in cui si afferma che è la legge stessa, agli artt. 474 e ss. c.p.c., ad indicare le formalità necessarie per lo svolgimento dell’azione esecutiva, e dunque a prevedere il rimedio utilizzabile per farne valere l’eventuale violazione.

Infatti, nell’ipotesi in cui siano omesse o violate tali formalità, è lo stesso codice di rito a prevedere che la violazione possa essere denunziata con l’opposizione agli atti esecutivi di cui all’art. 617 c.p.c..

Secondo la Corte di Cassazione dunque il debitore opponente, oltre ad allegare e dimostrare la violazione, non è in alcun modo tenuto anche a dimostrare un ulteriore e diverso concreto pregiudizio.

Seguendo infatti questa impostazione, si arriverebbe ad ammettere che il creditore che notifica un precetto, omettendo di notificare il titolo in forma esecutiva, possa dimostrare con qualunque mezzo che il debitore era a conoscenza dell’esistenza di quel titolo, il che sarebbe palesemente in contrasto con quanto previsto dal codice di rito in materia esecutiva e di atti preliminari all’esecuzione.

In definitiva, la Corte enuncia il principio di diritto secondo cui “tutte le formalità necessarie per il regolare svolgimento del processo esecutivo, e della fase stragiudiziale ad esso preliminare (in particolare che la notificazione dell’atto di precetto sia preceduta dalla notificazione del titolo spedito in forma esecutiva), sono imposte specificamente ed espressamente dalla legge e la loro mancata osservanza può essere fatta valere dal debitore con l’opposizione agli atti esecutivi, senza che sia necessario allegare e dimostrare la sussistenza di alcun diverso ed ulteriore specifico pregiudizio”.

Cass., Sez. VI – 3, Ord., 9 novembre 2021, n. 32838

Katia Lorenzano – k.lorenzano@lascalaw.com

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