Costruzione di nuovi edifici: la relazione energetica non vincola l’appaltatore

La procura alle liti va notificata insieme al ricorso per decreto ingiuntivo?

La Corte di Cassazione ha risposto negativamente all’interrogativo.

Secondo la Suprema Corte, infatti, anche in caso di notifica a mezzo P.E.C., ai fini della decorrenza del termine di 40 giorni per la proposizione dell’opposizione a decreto ingiuntivo vanno notificati il ricorso e il decreto monitorio, ma non è necessaria la notifica della procura alle liti del difensore del creditore.
La vicenda ha avuto inizio con il deposito del ricorso di una S.r.l. volto ad ottenere il decreto ingiuntivo contro un’altra società. L’avvocato del creditore notificava a mezzo P.E.C. il ricorso e il decreto ingiuntivo, allegando la procura alle liti priva della sottoscrizione della parte. Successivamente, però, il legale rinnovava la notifica tramite ufficiale giudiziario allegando la procura firmata, ma il debitore ingiunto presentava opposizione. Il creditore opposto lamentava la tardività dell’opposizione rispetto alla notifica a mezzo P.E.C., seppure l’opposizione risultasse tempestiva relativamente alla rinotifica tramite ufficiale. Il tribunale adito, con sentenza non definitiva, rigettava l’eccezione di tardività sollevata dal creditore e disponeva la prosecuzione nel merito; la Corte d’appello confermava la decisione non definitiva di primo grado.

La Cassazione, pertanto, è stata chiamata a stabilire se può essere considerata valida la notificazione a mezzo P.E.C. del ricorso e del decreto ingiuntivo, ai fini del decorso del termine per l’opposizione, quando la procura allegata sia priva della sottoscrizione della parte. La Suprema Corte, con estrema chiarezza ha affermato che ai i fini della decorrenza del termine per l’opposizione a decreto ingiuntivo vanno notificati il ricorso ed il decreto monitorio, ma non è necessaria altresì la notificazione della procura alle liti del difensore della parte creditrice, anche se la notificazione avviene a mezzo P.E.C., ai sensi della L. 21 gennaio 1994, n. 53, da parte del difensore. Inoltre, i giudici della Corte hanno aggiunto che qualora la procura fosse inesistente o affetta da vizi, questi ultimi vanno eventualmente fatti valere dal debitore come motivo di opposizione al decreto ingiuntivo, da proporsi comunque nel termine di legge decorrente dalla notificazione di esso, notificazione che può sempre essere effettuata secondo tutte le modalità previste dall’ordinamento, fermo restando che l’emissione del decreto da parte del giudice del monitorio implicitamente esclude il vizio relativo al ministero di difensore. La Cassazione ha così dichiarato l’inammissibilità dell’opposizione, con definitiva conferma del decreto ingiuntivo opposto (implicando altresì che il processo di merito non potrà ulteriormente proseguire, a causa del passaggio in giudicato del decreto ingiuntivo opposto).

Cass., Sez. III, Ord., 6 ottobre 2021, n. 27154

Ornella lombardi – o.lombardi@lascalaw.com

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