Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

Gli interessi si pagano sempre

Il solvens ha il diritto di recuperare anche gli interessi legali sulla somma della quale si è privato sulla base di un titolo caducato, interessi dei quali non ha potuto godere.

Questo è il principio enunciato dall’ordinanza in commento.

Nel caso in esame, il debitore proponeva opposizione avverso il decreto ingiuntivo notificatogli dalla Banca. Nelle more pagava l’importo ingiunto.

L’opposizione veniva accolta e l’opponete vittorioso notificava alla Banca atto di precetto in forza della sentenza di opposizione che revocava il decreto ingiuntivo e ordinava alla Banca la restituzione delle somme in favore dell’attore vittorioso. La Banca restituiva le somme e proponeva opposizione all’atto di precetto lamentando che gli interessi non erano dovuti poiché non contenuti nel dispositivo della sentenza e non chiesti da parte attrice. Il Tribunale accoglieva l’opposizione.

La sentenza di primo grado veniva impugnata innanzi alla Corte d’Appello, che dichiarava inammissibile l’appello e successivamente veniva proposto ricorso in Cassazione.

Nel corso del giudizio di Cassazione, la procura generale depositava conclusioni scritte, in vista dell’udienza pubblica, con le quali chiedeva “l’accoglimento del ricorso, osservando che il principio espresso dall’art. 1282 c.c. deve essere applicato anche quando la fonte del credito liquido ed esigibile è un titolo a formazione giudiziale, e che il silenzio del titolo, in relazione agli interessi, non può essere ostativo alla loro produzione ex lege. Afferma che, anche di fronte al silenzio del titolo, non costituisce interpretazione né integrazione extratestuale quella operata col precetto che intima anche il pagamento degli interessi legali, atteso che la debenza degli interessi discende dalla legge e non dal titolo. A fronte di una domanda di restituzione nella situazione precedente al pagamento effettuato in forza di un titolo provvisoriamente esecutivo poi venuto meno, il solvens deve essere rimesso nella stessa situazione patrimoniale quo ante, e quindi ha diritto agli interessi, dal pagamento, e non dalla domanda di restituzione, come effetto legale, ed a prescindere che li abbia chiesti o no con la domanda di restituzione.”

La Suprema Corte ha precisato con riguardo alla decorrenza degli interessi che poiché il diritto alla restituzione degli interessi è un effetto legale dell’obbligo restitutorio, ove la sentenza di condanna sulla base della quale sia stato effettuato il pagamento sia stata posta nel nulla, e ove sia stata chiesta la condanna dell’accipiens alla restituzione, sulla somma da restituire siano dovuti, anche in mancanza di una specifica domanda relativa agli interessi, gli interessi legali dal giorno dell’avvenuto pagamento, ai sensi dell’art. 1282 c.c..

Per tutti i motivi esposti, la Corte di Cassazione ha cassato il ricorso e ha rimesso il fascicolo alla Corte d’Appello.

Cass., Sez. VI,12 novembre 2021, n. 34011

Sara Rovigo – s.rovigo@lascalaw.com

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