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Precetto contestato, debitore onerato

Il Tribunale di Lecco, con la sentenza in commento, ha formulato un’esaustiva disamina sulla ripartizione dell’onere della prova nel giudizio di opposizione all’esecuzione.

Nel caso di specie, gli attori opponenti hanno contestato il quantum della pretesa creditoria e, quindi, il diritto a procedere in via esecutiva azionato dall’istituto di credito, sulla scorta di un documento di sintesi portante un diverso importo rispetto a quello intimato con l’atto di precetto opposto ai sensi dell’art. 615, I comma, c.p.c.

Dapprima il Tribunale ha rigettato l’istanza istruttoria degli attori opponenti, tesa allo svolgimento della CTU contabile sul rapporto di mutuo fondiario dedotto in causa e, infine, ha rigettato l’opposizione in conseguenza del mancato assolvimento dell’onere sugli stessi gravanti.

Il Tribunale ha evidenziato, quanto all’assolvimento dei rispettivi oneri probatori, che i debitori opponenti sono tenuti a dimostrare i fatti estintivi dagli stessi dedotti a base della contestazione del credito precettato.

Quanto all’onere probatorio in capo al creditore opposto, a quest’ultimo spetta confutare le eccezioni dei debitori, ma soltanto ove questi abbiano fornito, quantomeno ai fini della concessione della CTU, un principio di prova dei propri motivi di opposizione, non potendosi concedere il predetto mezzo istruttorio e, ancor meno, dare ragione dell’opposizione, laddove questa (mutuando le parole della Sentenza in commento) “sia formulata quasi in termini possibilistici”.

In particolare il Tribunale di Lecco – a censura di tesi che confondono peculiarità di altri procedimenti previsti dall’ordinamento – ha evidenziato una differenza sostanziale fra i giudizi avverso decreto ingiuntivo e l’opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c., I comma, c.p.c., rilevando che in materia di opposizione all’esecuzione non si verifica quella scissione fra posizione processuale e posizione sostanziale “che vede l’opponente quale attore processuale ma convenuto sostanziale, con conseguente onus probandi a carico anzitutto dell’opposto”.

Tribunale di Lecco, 29 settembre 2018, n.634

Jessica Cammarano – j.cammarano@lascalaw.com

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