L’inerzia dell’aggiudicatario paga!

No al ricorso al giudice dell’esecuzione per contestare la perizia

Dovrà essere rigettato il ricorso ex art. 591ter cpc spiegato avverso la perizia immobiliare che risulti irregolare. È quanto deciso dal Tribunale di Pescara con provvedimento del 16/11/2021, il quale ha messo in evidenza la valenza meramente interna dell’elaborato peritale e l’impossibilità di opposizione diretta allo stesso.

Lamentare i vizi e le irregolarità presenti nella relazione di stima immobiliare è possibile solo mediante opposizione all’ordinanza di vendita emessa dal Giudice, nella quale sono fissate le caratteristiche giustappunto della vendita, come il prezzo base d’asta.

Difatti, la perizia assolve la funzione di documento informativo coadiuvante per l’espletamento degli adempimenti legati alla vendita e ha una rilevanza meramente interna: non solo è fase prodromica obbligatoria, ma è anche lo strumento sul quale, da un lato, il Giudice si determina ad operare le scelte e, dall’altro, gli offerenti valutano la convenienza dell’affare.

Nella fattispecie, il reclamante (debitore esecutato) ha agito ai sensi dell’art. 591-ter c.p.c. per denunciare l’omessa verifica della continuità delle trascrizioni, nonché per evidenziare la sottostima del bene, che avrebbe subito una svalutazione per la presenza di irregolarità edilizie in realtà già sanate.

Ebbene, secondo il Tribunale il ricorso al Giudice dell’Esecuzionenon è il mezzo opportuno per contestare l’attività del consulente e la CTU, in quanto quest’ultima non rientra nell’operato proprio del professionista delegato, i cui atti sono gli unici a poter essere oggetto di tale strumento di impugnazione.

Al più, le doglianze avrebbero potuto essere fatte valere avverso il provvedimento successivo alla stima, che ne recepisca il contenuto e le risultanze (quali parti integranti e sostanziali), ossia contro l’ordinanza di vendita, ai sensi dell’art. 617 cpc.

Al contrario, l’opposizione ex art 591 ter cpc contro la relazione peritale è da considerarsi inammissibile “sia perchè la relazione del consulente non può divenire oggetto di impugnazione stante la sua rilevanza meramente interna, sia perché l’art 591 ter prevede la possibilità di proporre opposizione contro i decreti del GE che si pronunciano su criticità rilevate dal professionista nelle operazioni di vendita nonché su atti del delegato”. Tuttavia, in relazione al prezzo di stima il professionista non fa altro che adeguarsi all’ordinanza del giudice quale lex specialis delle attività delegate, atto di per sé tempestivamente mai impugnato.

Peraltro, l’eventuale irregolarità nella determinazione del valore del bene non inficerebbe la validità dell’ordinanza citata e nemmeno dell’aggiudicazione, poiché la stima rappresenta un mero dato indicativo, che rimane soggetto in ogni caso all’esito della gara tra gli offerenti.

In conclusione, non è possibile ottenere la revoca dell’aggiudicazione e la sospensione delle attività sulla scorta di irregolarità riscontrate nell’elaborato peritale, quando queste vengono denunciate al Giudice con ricorso ai sensi dell’art. 591-ter c.p.c.: la natura meramente interna della relazione di stima esclude, infatti, che essa possa essere oggetto di autonoma impugnazione.

Trib. Pescara, Sez. Esecuzioni Immobiliari, 16 novembre 2021

Melissa Rapelli – m.rapelli@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Costruzione di nuovi edifici: la relazione energetica non vincola l’appaltatore

Nel caso in cui sia pronunciata una sentenza esecutiva nei confronti di un soggetto non più esiste...

Diritto dell'Esecuzione Forzata

Controparte perdente rimborsa consulenza vincente

Se l’immobile pignorato costituisce il luogo di residenza effettiva della parte esecutata, il Giu...

Diritto dell'Esecuzione Forzata

L’inerzia dell’aggiudicatario paga!

Cari lettori, il 9 dicembre scorso, a seguito dell'approvazione definitiva anche ad opera della ...

Diritto dell'Esecuzione Forzata

X