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Processo civile telematico, il contraddittorio ha perso la voce

Nel contesto di una radicale e progressiva dematerializzazione del processo civile, il contraddittorio non richiederà più la fissazione di apposite udienze al fine di assumere gli opportuni mezzi di prova eventualmente richiesti dalle parti, in cui la discussione orale della causa faceva la parte del leone.

L’orientamento che si sta sempre più affermando nella prassi quotidiana dei tribunali della penisola, infatti, prende le mosse da un sempre più marcato abbandono dello strumento cartaceo e della discussione in udienza, in favore dello strumento telematico, inserendosi nel solco idealmente voluto, fin dal suo nascere, dalla riforma del processo civile telematico.

Questo cambio di paradigma che sta portando all’utilizzo del telematico anche per i procedimenti innanzi alle giurisdizioni superiori, è espresso in modo chiaro e innovativo da una recente pronuncia del Tribunale di Bologna, la quale stabilisce che, nell’ambito di una dematerializzazione del processo civile, è possibile sfruttare le potenzialità di questo strumento al fine di instaurare il contraddittorio telematico, senza la necessità che venga fissata un’apposita udienza innanzi al giudice.

I fatti di causa che hanno portato alla pronuncia dell’ordinanza in commento sono i seguenti. In corso di causa, il giudice con ordinanza aveva ammesso i mezzi di prova ritenuti necessari e richiesti dalle parti, fissando altresì apposita udienza per l’assunzione degli stessi.

Successivamente parte attrice, con successiva istanza telematica, aveva chiesto la modifica/revoca della precedente ordinanza con cui venivano ammessi i mezzi di prova, chiedendo l’ammissione della prova testimoniale su alcuni capitoli di prova in precedenza esclusi.

Il giudice, nel caso di specie, ritendo l’opportunità di utilizzare le potenzialità del processo civile telematico per l’instaurazione del contraddittorio sull’istanza proposta da parte attrice, ha invitato controparte a depositare apposita memoria sul punto senza la necessità che venga convocata apposita udienza, ma confinando tutto nell’ambiente telematico con uno scambio di memorie e senza la presenza fisica delle parti innanzi al giudice, e senza alcuna discussione orale.

Da quanto appena affrontato si comprendono le potenzialità e l’innegabile utilità della dematerializzazione del processo civile che forse, più di altri tipi di processo, può davvero trovare nello strumento informatico la soluzione che consenta una complessiva razionalizzazione della giustizia civile in Italia, con innegabili vantaggi in termini di efficienza e certezza dei rapporti, traducendosi in un minor numero di udienza e in processi più rapidi.

Per un ulteriore approfondimento, il tema è stato trattato anche in questo Focus.

Tribunale di Bologna, 6 aprile 2019, n. 21496

Andrea Asnaghi – a.asnaghi@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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