Diritto dell'Esecuzione Forzata

Procedure esecutive esattoriali: illecita l’assegnazione di immobili allo stato se non avviene al prezzo base del terzo incanto

– Trib. Reggio Emilia, 23 febbraio 2011, in Guida al Diritto n. 25/11, pag. 18

Massima: "Si ritiene rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, per contrasto con gli articoli 3, 42 e 53 della Costituzione, dell’articolo 85, comma 1 del Dpr 29 settembre 1973 n. 602 nella parte in cui prevede che l’assegnazione allo Stato abbia luogo «per il minor prezzo tra il prezzo base del terzo incanto e la somma per la quale si procede», anziché «per… il prezzo base del terzo incanto»."(leggi la sentenza per esteso)

Il Giudice dell’esecuzione del Tribunale di Reggio Emilia con ordinanza 23 febbraio 2011 trasmette gli atti alla Corte Costituzionale dubitando della legittimità costituzionale dell’art. 85 comma 1 D.P.R. 29/9/1973 N. 602 relativamente all’assegnazione dell’immobile allo Stato per il minor prezzo tra il prezzo base del terzo incanto e la somma per la quale si procede nella procedura esecutiva esattoriale.

Nell’ordinanza in commento si evidenzia come, a seguito della nuova formulazione dell’art. 85 D.P.R 602/1973, l’assegnazione sia atto necessario affinchè lo Stato ottenga il trasferimento di proprietà previo versamento del prezzo, il Giudice infatti dispone (e non “può disporre”) l’assegnazione. Il prezzo di assegnazione è pari alla minor somma tra il credito tributario per cui si procede e la base d’asta del terzo incanto andato deserto.

Il Giudice dell’esecuzione afferma che ai fini della determinazione del prezzo di assegnazione non sarebbe neppure rilevante l’entità dei crediti concorrenti al riparto aventi prelazione anteriore a quella dell’esattore.

Nel caso in cui l’assegnazione debba farsi per un prezzo pari al minor credito tributario, e quindi “ a sconto” rispetto alla base d’asta dell’ultimo incanto si ritiene che tale sconto non sia conforme ai fondamenti costituzionali del prelievo tributario e comunque generi intrinsecamente irrazionalità e ineguaglianze tra casi omogenei (art. 3 e 53 Cost.). Per neutralizzare le irrazionalità denunciate sarebbe sufficiente elidere dall’art. 85 la parte che aggancia il prezzo di assegnazione alla “minor somma per la quale si procede”.

Si rileva infatti che l’aggancio al “minor prezzo tra il prezzo base del terzo incanto e la somma per la quale si procede” implica che, a parità di valore dell’immobile, riceva un trattamento migliore il contribuente che ha verso lo Stato un debito tributario più elevato del valore (pur ribassato) dell’immobile.

Inoltre l’art. 85 non rispetterebbe il principio che commisura alla capacità contributiva il sacrificio patrimoniale che può legittimamente esigersi dal cittadino in relazione all’adempimento del tributo.

(Tiziana Allievi – t.allievi@lascalaw.com)

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