Not in my name: il falsus procurator di società di capitali

Procedura di liquidazione del patrimonio: si all’applicazione dell’art. 111 ter L.F.

Il Tribunale di Como con ordinanza del 18 dicembre 2019 ha stabilito che, in ragione della medesima natura giuridica che caratterizza la procedura fallimentare e la liquidazione del patrimonio, stante la medesima finalità di liquidazione dei beni nell’interesse della massa dei creditori, possa ritenersi applicabile l’art. 111 ter L.F., e la sua declinazione giurisprudenziale, anche alle procedure disciplinate dalla legge sul sovraindebitamento (L. 3/2012).

Il suddetto Tribunale al fine di argomentare la suddetta decisione ha applicato il principio di diritto sancito dalla Cassazione con sentenza n. 9087/2018, il quale postula una certa osmosi delle norme che regolano le singole procedure concorsuali.

Pertanto, il Tribunale di Como, richiamando il suddetto principio, ha stabilito che, sebbene la L. 3/2012 non preveda alcuna specifica norma in materia, la (apparente) lacuna possa colmarsi con l’applicazione della disciplina di cui all’art. 111 ter L.F., in una lettura ermeneutica improntata al principio di uguaglianza sostanziale sancito dall’art. 3 Cost.

Nel caso di specie, infatti, il creditore ipotecario depositava, avverso il progetto di riparto finale redatto dal liquidatore, un’istanza di sospensione ex art. 14 novies, comma 2, L. 3/2012, con la quale sosteneva la violazione del disposto normativo di cui all’art. 14 duodecies, comma 2, L. 3/2012.

Più in particolare, il creditore ipotecario lamentava il fatto che l’approvazione del progetto di riparto predisposto dal liquidatore avrebbe determinato la sopportazione in capo al solo creditore ipotecario di tutte le spese prededucibili della procedura (segnatamente il compenso dell’O.C.C., il compenso del liquidatore e l’ICI maturata nell’ambito della procedura di O.C.C.) e che tale situazione si sarebbe posta in contrasto con il menzionato art. 14 duodecies, comma 2, L. 3/2012 che antepone il diritto del creditore ipotecario a quello dei crediti prededucibili, e ciò in ragione del fatto che tale norma, imporrebbe la antergazione del credito ipotecario ai crediti di natura prededucibile.

Il Tribunale di Como ha ritenuto, però, che una tale lettura dell’art. 14 duodecies, comma 2, L. 3/2012 non tenesse minimamente conto del complessivo dato normativo in materia concorsuale, ed, in particolare, di quanto prescritto dall’art. 111 ter L.F., che afferma il generale principio per cui anche il creditore ipotecario deve sopportare le spese prededucibili sia se specificamente riferite al bene su cui cade il diritto di poziorità che, in quota, per quelle generali.

Pertanto, alla luce delle suddette argomentazioni, il Tribunale di Como ha rigettato l’istanza di sospensione ex art. 14 novies, comma 2, L. 3/2012 avanzata dal creditore ipotecario, confermando il progetto di riparto finale predisposto dal liquidatore.

Con la suddetta ordinanza, quindi, sembrerebbe venir meno qualsiasi dubbio sul fatto che si possa applicare, ove compatibile, per analogia la normativa fallimentare alle procedure di sovraindebitamento, appartenendo queste due fattispecie all’unico genere delle procedure concorsuali.

Trib. Como, 18 dicembre 2019. Est. Petronzi.

Ilaria Termine – i.termine@lascalaw.com

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