Diritto dell'Esecuzione Forzata

Procedura esecutiva valida anche se l’ipoteca si estingue

Cass., 5 febbraio 2014 (leggi la sentenza)

La Corte di Cassazione, con sentenza del 5 febbraio 2014, ha confermato l’orientamento già affermato secondo cui il termine ventennale di efficacia dell’ipoteca, di cui all’art. 2847 c.c., disciplina soltanto gli effetti dell’opponibilità erga omnes dell’ipoteca , ma non riguarda nè il diritto di credito in sè, né la garanzia ipotecaria intesa come diritto nascente dal titolo ipotecario, né il diritto all’iscrizione ipotecaria quale elemento costitutivo dell’ipoteca.

Nel caso di specie, la parte debitrice, con opposizione ex art. 615 c.p.c. si opponeva all’esecuzione immobiliare promossa dalla Banca eccependo la nullità del precetto e del pignoramento derivante dall’estinzione dell’ipoteca non rinnovata ai sensi dell’art. 2847 c.c.

Il Tribunale di Ancona accoglieva le doglianze dell’opponente motivo percui l’istituto di credito promuoveva ricorso in Cassazione avverso la sentenza di primo grado per violazione degli artt. 474 c.p.c., 2847 , 2848 e 2878 c.c.

La Suprema Corte, ha ritenuto privo di fondamento il principio avvalorato dal Tribunale di primo grado secondo cui l’inefficacia sopravvenuta dell’ipoteca per decorso del termine ventennale travolgerebbe l’efficacia del precetto e del pignoramento notificati dal creditore; così facendo, non si farebbe altro che confondere i concetti di credito, titolo esecutivo e causa di prelazione.

Il Credito, ha ribadito infatti la Corte di Cassazione, è tutelato dall’ordinamento in vario modo : mediante la facoltà di ottenere in giudizio l’accertamento, oppure accordando al creditore il diritto di soddisfarsi sui bei del debitore in caso di inadempimento o ancora, accordando allo stesso la facoltà di essere preferito agli altri creditori dell’obbligato, se titolare di una causa legittima di prelazione.

Però, diritto di azione, diritto di esecuzione e diritto di prelazione hanno ovviamente scopi e strutture diverse e sono indipendenti l’uno dall’altro.

Pertanto, anche quando un credito sia munito di titolo, titolo esecutivo e titolo ipotecario restano concettualmente distinti nel senso che le vicende modificative o estintive dell’uno non sempre si ripercuotono sull’altro.

In particolare, per quanto attiene ai rapporti tra efficacia dell’ipoteca e processo di esecuzione iniziato nei confronti di un debitore che sia anche proprietario del bene ipotecato, l’estinzione dell’efficacia dell’ipoteca non priva il creditore né del proprio diritto di credito né tantomeno della facoltà di avvalersi in futuro di un nuovo diritto di prelazione.

Unica conseguenza di una nuova iscrizione sarà la postergazione dell’ipoteca alle altre ipoteche iscritte medio tempore, così come la sua inopponibilità ai terzi che abbiano trascritto il proprio titolo prima della reiscrizione dell’ipoteca perenta.

7 novembre 2014

Margherita Domenegotti – m.domenegotti@lascalaw.com

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
L’inerzia dell’aggiudicatario paga!

La Corte di Cassazione ha chiarito, in tema di espropriazione forzata presso terzi, che la conoscenz...

Diritto dell'Esecuzione Forzata

Il deposito cauzionale equivale a consegna materiale

L’intervento del creditore nell’esecuzione non perde efficacia nell’ambito dell’espropriazio...

Diritto dell'Esecuzione Forzata

Attento a come quereli, il falso va provato!

Con una recentissima ordinanza, il Tribunale di Arezzo è intervenuto nel dibattito giurisprudenzial...

Diritto dell'Esecuzione Forzata

X