Si aprono nuovi scenari: una riforma dei Modelli organizzativi 231

Il nuovo procedimento sanzionatorio di Banca d’Italia

Dopo una prima fase di consultazione pubblica iniziata il 14 marzo 2018, in data 16 gennaio 2019 Banca d’Italia ha pubblicato le modifiche al Provvedimento 18 dicembre 2012 recante “Disposizioni di vigilanza in materia di sanzioni e procedura sanzionatoria amministrativa” (il “Provvedimento”).

Le modifiche apportate al Provvedimento sono principalmente volte a:

  • – riflettere le novità introdotte dal lgs. 25 maggio 2017, n. 90, con il quale è stata recepita in Italia la IV Direttiva Antiriciclaggio (Direttiva (UE) 2015/849), concernente la prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo;
  • – adeguare la procedura sanzionatoria a quanto previsto nel Testo Unico della Finanza (“TUF”) in attuazione delle direttive “UCITS V” (Direttiva (UE) 2014/91) e “MiFID II” (Direttiva (UE) 2014/65). Si fa riferimento, ad esempio, alla sanzione accessoria dell’interdizione permanente dallo svolgimento di funzioni di amministrazione, direzione e controllo presso intermediari vigilati.

Ad ogni modo, le modifiche tengono conto dei commenti e delle osservazioni ricevuti durante la fase di consultazione pubblica.

In particolare, in tale fase di consultazione è stato chiesto a Banca d’Italia di sostituire l’espressione “coloro che svolgono funzioni di amministrazione, direzione o di controllo” con soggetti “titolari” delle medesime funzioni, in modo da allineare il testo del Provvedimento alla formulazione dell’art. 62, comma 2, del D.Lgs. 231/2007.

Tale richiesta è stata accolta da Banca d’Italia che, dunque, ha allineato il testo del Provvedimento alla lettera del D.Lgs. 231/2007.

Nello specifico, l’Autorità di vigilanza fa presente, altresì, che la nozione di “titolari” di funzioni di amministrazione, direzione o controllo include non solo gli esponenti aziendali (componenti del Consiglio di Amministrazione, del Collegio Sindacale e Direttore Generale) ma anche le figure manageriali titolari di queste funzioni all’interno dell’organizzazione aziendale (ad esempio, i responsabili delle funzioni di controllo – audit, compliance e risk management -, incluso il Responsabile Antiriciclaggio).

In effetti, un’interpretazione volta a restringere l’ambito applicativo delle sanzioni ai soli esponenti aziendali non sarebbe, tra l’altro, coerente con:

  • – la IV Direttiva Antiriciclaggio che impone espressamente agli Stati membri di prevedere che le sanzioni – in caso di violazioni della disciplina antiriciclaggio – possano essere applicate nei confronti non solo dei membri dell’organo di gestione ma anche delle “altre persone fisiche responsabili della violazione ai sensi del diritto nazionale” (articolo 58, paragrafo 3);
  • l’art. 15, comma 2, lettera h), n. 3, legge 12 agosto 2016, n. 170 (legge delega al Governo per il recepimento della IV Direttiva Antiriciclaggio) che espressamente richiedeva al Governo di prevedere che, “in caso di violazione commessa da una persona giuridica, la sanzione possa essere applicata ai membri dell’organo di gestione o alle altre persone fisiche titolari di poteri di amministrazione, direzione o controllo all’interno dell’ente, ove venga accertata la loro responsabilità”).

Infine, è stato chiesto a Banca d’Italia di “fornire criteri che consentano di far emergere, con maggiore chiarezza, il ricorrere del carattere ripetuto, sistematico o plurimo della violazione”.

Anche tale richiesta è stata accolta. Il nuovo Provvedimento fornisce indicazioni più puntuali sui criteri dai quali può essere desunto il carattere grave, ripetuto, sistematico o plurimo della violazione.

Claudio Saba – c.saba@lascalaw.com

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