Fideiussore legale rappresentante della Società garantita

Procedimento cautelare non fa rima con consegnare

È inammissibile il ricorso alla misura cautelare per ottenere la consegna della documentazione bancaria, dovendosi ritenere insussistente il requisito della residualità.

Questa è la conclusione alla quale è pervenuto il Tribunale di Teramo all’esito di un procedimento promosso ai sensi dell’art. 700 da una società correntista per ottenere la documentazione relativa ai rapporti intrattenuti con una banca.

Il Giudice, prima di tutto, ha rammentato che il ricorso ex art. 700 c.p.c. costituisce un elemento di chiusura atto a garantire, in carenza di mezzi cautelari tipici, i diritti fondamentali dell’individuo che altrimenti sarebbero pregiudicati irreparabilmente nelle more di un giudizio ordinario.

Dunque, tale strumento è invocabile soltanto in assenza di una misura cautelare tipica codicistica o extracodicistica.

Da ciò discende che “Al fine di valutare l’ammissibilità dell’azione proposta ex art. 700 c.p.c. occorre verificare se, in astratto (e, quindi, indipendentemente dalle ragioni che in concreto ostino all’esercizio dell’azione o la rendano infondata nel merito), l’ordinamento appresti una forma di tutela tipica tale da consentire il conseguimento, in via d’urgenza, della tutela innominata prevista dall’art. 700 c.p.c. (Cassazione civile sez. II, 15/06/1999, n.5925)”.

Ebbene, nel caso sottoposto al suo esame, il Tribunale di Teramo rileva come parte ricorrente, per conseguire la finalità prefissatasi, ben avrebbe potuto esperire una azione cautelare tipica “nella specie consistente nel sequestro giudiziario ai sensi dell’art. 670 comma I n.2, c.p.c., che consente il sequestro di libri, registri, documenti, modelli, campioni e di ogni altra cosa da cui si pretende desumere  elementi di prova, quando è controverso il diritto alla esibizione o alla comunicazione ed è opportuno provvedere alla loro custodia temporanea”. In alternativa, i ricorrenti avrebbero potuto attivare un procedimento di ingiunzione di consegna ex art. 633 c.p.c., dovendosi ritenere esclusa l’ammissibilità di provvedimenti d’urgenza “altresì quando, per l’affermazione del diritto da cautelare, siano esperibili procedimenti sommari tipici o fasi sommarie di procedimenti ordinari, comunque culminanti in provvedimenti sommari anticipatori degli effetti della decisione di merito (interdetto possessorio, ingiunzione per il pagamento di somme di danaro, convalida di sfratto, repressione di condotta antisindacale, provvedimenti temporanei ed urgenti nei procedimenti di separazione e di divorzio, ecc.)”.

Il Giudice ha, pertanto, dichiarato inammissibile il ricorso cautelare ed ha condannato il ricorrente alla rifusione delle spese di lite.

Simona Daminelli – s.daminelli@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Chi è onerato della prova non usi gli scalari

“(…) è indubbio che, in tema di prova dell’inadempimento di un’obbligazione, il creditore ...

Contratti Bancari

Indeterminatezza del tasso, il contratto è comunque salvo

Il Tribunale di Pistoia, con la pronuncia in commento, emessa a conclusione di un giudizio di oppos...

Contratti Bancari

Fideiussore legale rappresentante della Società garantita

“La mancata o inesatta indicazione del c.d. ISC/TAEG in un contratto di finanziamento non determi...

Contratti Bancari

X