Vigilanza

Principi e raccomandazioni contenuti nelle decisioni dell’Arbitro Bancario Finanziario

L’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) è il sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie istituito poco più di un anno fa ai sensi dell’art. 128-bis del Testo unico bancario. L’ABF ha lo scopo di dirimere in modo imparziale e rapido le controversie tra i clienti e gli intermediari. Al 30 novembre 2010 sono stati presentati all’ABF circa 3.100 ricorsi, a fronte dei quali sono state adottate oltre 1.500 decisioni. Nel 60% dei casi il ricorso ha avuto esito favorevole per il cliente, come risulta dalla nota Banca d’Italia del 4 aprile 2011. Il numero dei ricorsi presentati pone in evidenza come l’istituzione dell’ABF abbia corrisposto a un bisogno effettivo della clientela bancaria. L’ABF si è pronunciato su numerosi aspetti nevralgici dei rapporti tra intermediari e clienti, tra i quali, a titolo esemplificativo, le operazioni sui conti correnti, le modifiche unilaterali delle condizioni contrattuali, la portabilità dei finanziamenti e le segnalazioni negli archivi dei sistemi d’informazione creditizia. La diffusione delle pronunce sul sito web dell’ABF (www.arbitrobancariofinanziario.it) è un atto essenziale di trasparenza informativa volto a favorire la conoscenza degli orientamenti dei Collegi da parte sia dei clienti sia degli intermediari. Gli organi aziendali, la funzione di conformità e la revisione interna secondo le rispettive competenze, acquisiscono dalle indicazioni dell’ABF utili elementi di valutazione della legittimità e correttezza delle prassi operative aziendali. Gli esiti dei ricorsi dell’ABF integrano il quadro informativo di cui la Banca d’Italia dispone nello svolgimento delle proprie funzioni regolatrici e di controllo in materia di trasparenza e correttezza delle relazioni con la clientela.
Conti correnti: le decisioni più frequenti dell’ABF hanno riguardato i conti correnti. Ciò risulta anche ascrivibile alla complessità delle clausole contrattuali utilizzate dagli intermediari.
L’intermediario è tenuto a osservare gli obblighi di diligenza qualificata dell’operatore professionale e il principio di buona fede nell’esecuzione del contratto. Il cliente deve essere informato da parte dell’intermediario circa il giustificato motivo alla base della modifica unilaterale in maniera sufficientemente precisa.
Mutui: le spese addebitabili al cliente devono essere previste dall’ultimo documento di sintesi trasmesso al cliente, costituendo questo la fonte più aggiornata degli impegni di natura economica del cliente nei confronti della banca.
Aperture di credito e finanziamenti contro cessione del quinto: nei contratti di apertura di credito a tempo indeterminato, l’esercizio del diritto da parte della banca di recedere in qualsiasi momento dal contratto deve essere comunque esercitato secondo buona fede in conformità a quanto stabilito dall’art. 1375 c.c.
Non è conforme a trasparenza e buona fede il comportamento dell’intermediario consistente nell’indicare cumulativamente e in modo generico le commissioni addebitate alla clientela nei contratti di finanziamento contro cessione del quinto dello stipendio o della pensione.
Iscrizioni presso i sistemi di informazione creditizia (SIC): le segnalazioni erronee di un nominativo in un SIC compromettono la sua reputazione creditizia, precludendogli o rendendo più oneroso l’accesso al credito. In casi della specie è stata riconosciuta la risarcibilità del danno patrimoniale, anche nella forma delle mancate occasioni di guadagno, nonché del danno non patrimoniale derivante dalla lesione della reputazione sia personale, sia commerciale.

(Sabrina Galmarini – s.galmarini@lascalaw.com)

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