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Prestito al consumo: gli interessi di mora sono esclusi dal calcolo del TAEG

E’ quanto affermato di recente dal Tribunale di Lecce, il quale, con sentenza n. 3833 del 13/09/2016, emessa a definizione di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo promosso nei confronti di una della società finanziarie Clienti del nostro Studio, nell’affrontare alcune delle principali eccezioni sollevate dal consumatore opponente in tema di usura, ha precisato che tale impostazione è perfettamente coerente con la disciplina comunitaria sul credito al consumo, che esclude dal calcolo del TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) le somme pagate per l’inadempimento di un qualsiasi obbligo contrattuale, inclusi gli interessi di mora.

E’ questo, infatti, quanto chiarito dalla disciplina comunitaria intervenuta sul punto (cfr. Direttiva Comunitaria 2008/48/CE, art. 19, par. 2), che esclude la computabilità e rilevanza degli interessi di mora, nonché della penale, ai fini dell’usura: «Al fine di calcolare il tasso annuo effettivo globale, si determina il costo totale del credito al consumatore, ad eccezione di eventuali penali che il consumatore sia tenuto a pagare per la mancata esecuzione di uno qualsiasi degli obblighi stabiliti dal contratto di credito, compresi gli interessi di mora”».

Per il Giudice salentino è stato dunque inevitabile condividere la tesi sviluppata dalla società finanziaria.

E ciò soprattutto se si considera che, anche a voler prescindere dalla soluzione offerta dalla Comunità Europea già nel 2008 (cfr. Direttiva Comunitaria 2008/48/CE, art. 19, par. 2), a riprova del fatto che tale impostazione sistematica è l’unica condivisibile «anche la Banca d’Italia è intervenuta sul punto fornendo i “Chiarimenti in materia di applicazione della legge sull’usura” del 13.07.2013: “Gli interessi” di mora sono esclusi  dal calcolo del TEG, perché non sono dovuti dal momento dell’erogazione del credito ma solo a seguito di eventuale inadempimento da parte del cliente. L’esclusione evita di considerare nella media operazioni con andamento anomalo. Infatti, essendo gli interessi moratori più alti, per compensare la banca del mancato inadempimento, se inclusi nel TEG medio potrebbero determinare un eccessivo innalzamento delle soglie, in danno della clientela».

Il tutto, in ogni caso, senza dimenticare che in linea con il pensiero comunitario, “L’esclusione degli interessi di mora dalle soglie è sottolineata nei Decreti trimestrali del Ministero dell’Economia e delle Finanze i quali specificano che “i tassi effettivi globali medi (…) non sono comprensivi degli interessi contrattualmente previsti per i casi di ritardato pagamento“.

Ragion per cui il Tribunale di Lecce non avrebbe potuto pervenire a conclusioni diverse, posto che nei contratti di prestito al consumo gli interessi di mora sono esclusi dal calcolo del TAEG.

Tribunale di Lecce, Sez. II, 13 settembre 2016, n. 3833 (leggi la sentenza)

Francesco Concio f.concio@lascalaw.com

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