Controparte perdente rimborsa consulenza vincente

In presenza di più consulenze il Giudice deve giustificare la sua scelta

Con la sentenza in commento, la Sezione II della Corte di Cassazione ha nuovamente ribadito il principio secondo cui il Giudice di merito, allorquando siano espletate più consulenze tecniche, deve giustificare il motivo per cui decide di aderire alle risultanze di una soltanto di esse.

Nel caso in esame, la Corte d’Appello di Catanzaro aveva ridotto la percentuale di invalidità riconosciuta dal Tribunale avvalendosi della perizia rinnovata in secondo grado ed omettendo non soltanto di sviluppare un’analisi comparativa tra le due c.t.u. ma, altresì, di menzionare le diverse conclusioni cui era giunto l’ausiliario di primo grado.

Veniva, pertanto, proposto ricorso in Cassazione con il quale il ricorrente lamentava l’omesso esame di fatti decisivi con riferimento all’esclusione immotivata, da parte della Corte d’Appello, dell’esistenza di lesioni che erano state considerate e quantificate dal c.t.u. di primo grado.

La Suprema Corte, richiamando precedenti decisioni, ha anzitutto chiarito che il mancato esame delle risultanze della c.t.u. integra in via generale un vizio della sentenza che può essere fatto valere nel giudizio di cassazione ai sensi dell’art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c., risolvendosi nell’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio.

In secondo luogo, ha evidenziato che, allorquando siano espletate più consulenze come nel caso di specie, il Giudice di merito, ove intenda uniformarsi ad una soltanto di esse, è tenuto a valutare le eventuali censure di parte e giustificare la propria preferenza, senza limitarsi ad un’adesione acritica alla stessa.

Da ultimo, la Corte di Cassazione ha precisato che il Giudice può comunque discostarsi dalle soluzioni cui sono giunti i diversi ausiliari dando adeguata giustificazione del suo convincimento, mediante l’enunciazione dei criteri probatori e degli elementi di valutazione specificamente seguiti.

Sulla base dei citati principi, la sentenza impugnata è stata pertanto cassata con rinvio in quanto la Corte d’Appello si è limitata ad aderire alle risultanze cui è giunto il consulente nominato in appello, senza giustificare tale decisione.

Cass., Sez. II Civ., 31 maggio 2018, n. 13770

Mirko La Cara – m.lacara@lascalaw.com

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