La parte deve partecipare personalmente alla mediazione

Presenza personale delle parti in mediazione: scelta libera o obbligata?

Secondo il Tribunale di Patti, la formulazione di una proposta di conciliazione da parte del mediatore – tutte le volte in cui le parti non abbiano raggiunto un accordo amichevole ed anche in assenza di una richiesta congiunta delle stesse – costituisce un passaggio fondamentale della procedura di mediazione, alla luce della chiara volontà del legislatore di introdurre nell’ordinamento meccanismi dissuasivi di comportamenti processuali tesi alla coltivazione della soluzione giudiziale della controversia.

Per tale ragione, con ordinanza del 25 maggio u.s., il Giudice ha assegnato alle parti del giudizio termine per introdurre il procedimento di mediazione, precisando che le stesse dovranno essere presenti dinanzi al mediatore personalmente e che la mancata partecipazione personale, senza giustificato motivo, al primo incontro può costituire, per la parte attrice, causa di improcedibilità della domanda, oltre che dell’irrogazione della sanzione pecuniaria.

Il Tribunale, inoltre, ha invitato “in ogni caso, il mediatore ad adottare ogni opportuno provvedimento finalizzato ad assicurare la presenza personale delle parti, ad esempio disponendo – se necessario – un rinvio del primo incontro o sollecitando anche informalmente il difensore della parte assente a stimolarne la comparizione ovvero dando atto a verbale che, nonostante le iniziative adottate, la parte a ciò invitata non ha inteso partecipare personalmente agli incontri, né si è determinata a nominare un suo delegato (diverso dal difensore), per il caso di assoluto impedimento a comparire; invita, altresì, il mediatore a verbalizzare i motivi eventualmente adottati dalle parti assenti per giustificare la propria mancata comparizione personale, precisando che ogni documentazione a tal fine rilevante dovrà essere prodotta in giudizio dalla parte costituita entro la prossima udienza, allo scopo di consentire al giudice un’adeguata valutazione in vista delle determinazioni da assumere in caso di assenza ingiustificata dalle parti al procedimento di mediazione; prescrive, altresì che – in caso di effettivo svolgimento della mediazione che non si concluda con il raggiungimento di un accordo amichevole – il mediatore provveda comunque alla formulazione di una proposta conciliativa anche in assenza di concorde richiesta delle parti”.

Seppure sia evidente e comprensibile la volontà del Giudice di favorire in tutti i modi possibili il raggiungimento di un accordo, al fine di evitare il prosieguo della causa, la decisione di conferire ampi poteri al mediatore e di prospettare alle parti conseguenze gravi, finisce per limitare eccessivamente quella che dovrebbe essere la libertà di decidere se sussistano i presupposti per partecipare fattivamente alla mediazione piuttosto che proseguire nell’azione giudiziale già avviata.

Tribunale di Patti, ordinanza del 25 maggio 2017

Simona Daminelli – s.daminelli@lascalaw.com

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