Contratti Bancari

Prescrizione e natura delle rimesse: onere della prova del correntista

App. Brescia, Sez. II, 23 dicembre 2015 

L’onere di provare la natura solutoria delle rimesse bancarie incombe sulla parte “che deduca la sussistenza della apertura di credito, in base alla regola generale per la quale chi intende far valere l’esistenza di un contratto al fine di trarne le conseguenze a sé favorevoli, e di poter paralizzare la eccezione di prescrizione di controparte, è tenuto a fornire la prova del fatto costitutivo della pretesa. Diversamente opinando verrebbe fra l’altro posto a carico della banca l’onere di fornire la prova di un fatto negativo, consistente nella assenza della stipulazione di un contratto”.

Questo il principio espresso dalla Corte d’Appello di Brescia, con la recentissima sentenza 23 dicembre 2015.

La Corte ha disaminato il problema dell’onus probandi in relazione all’eccezione di prescrizione formulata dalla Banca, chiedendosi se incomba su quest’ultima l’onere di allegare ed indicare la natura solutoria dei versamenti.

La Cassazione, con sentenza n. 4518/14, aveva affermato che tale onere grava sulla parte che eccepisce la prescrizione, in base all’assunto che le rimesse hanno normalmente funzione ripristinatoria della provvista e, quindi, la diversa funzione solutoria deve essere provata dalla parte che vuole giovarsi della prescrizione.

Discostandosi da tale orientamento, la Corte territoriale ha invece affermato che la natura ripristinatoria delle rimesse non può essere presunta quale normale funzione dei versamenti, ma deve essere valutata caso per caso. A tal fine, è necessario allegare e provare l’apertura di credito in conto corrente, nonché il relativo importo: il versamento ha natura ripristinatoria solo se effettuato entro i limiti del fido, diversamente ha natura solutoria e, se indebito, il dies a quo del termine di prescrizione è quello dell’annotazione in conto.

Pertanto, nella fattispecie oggetto della decisione in rassegna, in assenza di prova circa l’apertura di credito, la Corte ha ritenuto solutorie le rimesse annotate sul conto con saldo negativo, nel periodo anteriore al decennio dalla notificazione dell’atto introduttivo del giudizio. Con conseguente prescrizione del diritto ex art. 2033 c.c. del correntista per tale periodo.

9 febbraio 2016

Eva Messaggioe.messaggio@lascalaw.com

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