Ipoteca: tutto è immobile finché l’immobile rimane…immobile

Prescrizione degli interessi in materia fallimentare: si pronuncia la Cassazione

La Corte di Cassazione ha enunciato dei principi di diritto da applicarsi in materia concorsuale con riferimento alla prescrizione degli interessi maturati sui crediti chirografari.

Al fine di meglio argomentare in materia di prescrizione degli interessi, la Cassazione ha ritenuto dapprima opportuno soffermarsi sull’interpretazione dell’art. 55 l.f.

L’art. 55, comma 1, l.f. prevede che “la dichiarazione di fallimento sospende il corso degli interessi convenzionali o legali, agli effetti del concorso, fino alla chiusura del fallimento, a meno che i crediti non siano garantiti da ipoteca, da pegno o privilegio, salvo quanto è disposto dal terzo comma dell’articolo precedente”.

La Suprema Corte ha sottolineato come la suddetta norma, in materia di interessi, ponga una distinzione tra gli effetti endofallimentari e gli effetti esofallimentari.

Ad avviso della Suprema Corte la sospensione del decorso degli interessi vale solo all’interno del concorso e non si estende anche ai singoli rapporti correnti tra ciascun creditore ed il fallito. Con la conseguenza che gli interessi continuano a maturare al di fuori del concorso e, dunque, nei rapporti tra il singolo creditore e il debitore sottoposto a procedura concorsuale.

Questo rappresenta il primo principio di diritto enunciato dalla Corte con la sentenza in commento.

Con il secondo principio di diritto la Cassazione ha sancito che “la prescrizione degli interessi maturati sui crediti chirografari ai sensi della L. Fall., art. 55, comma 1, matura anche nel corso dello svolgimento della procedura concorsuale”.

Infine, con la sentenza de quo è stato chiarito che la prescrizione dei crediti da interessi maturati sui crediti chirografari, ai sensi dell’art. 55, comma 1, l.f., viene interrotta, nella procedura fallimentare, dalla domanda di insinuazione al passivo con effetto permanente per tutto il corso della procedura.

Nel caso di specie, però, la fattispecie concretamente sottoposta all’esame della Corte riguardava l’ipotesi del debitore assoggettato non già a fallimento, bensì ad amministrazione straordinaria sottoposta alla disciplina originaria di cui alla Legge n. 95/1979.

La Suprema Corte, infatti, è stata chiamata a pronunciarsi su una domanda, esperita da un creditore chirografario – al termine di una procedura di amministrazione straordinaria – relativa al pagamento degli interessi maturati in costanza di procedura (quindi interessi post-fallimentari), e rispetto ai quali era stato eccepito dalla società convenuta il decorso della prescrizione.

Pertanto, con riferimento alla diversa ipotesi di amministrazione straordinaria la Suprema Corte, enunciando il terzo principio di diritto, ha stabilito che, “come avviene anche nella procedura di liquidazione coatta amministrativa, l’esecutività dello stato passivo depositato dal commissario ai sensi dell’art. 209 l.f. comporta l’interruzione della prescrizione con effetto permanente, per tutto il corso della relativa procedura concorsuale, anche per i creditori ammessi a diretto seguito della comunicazione inviata dal commissario ai sensi dell’art. 207, comma 1, l.f.”.

Cass., Sez. I, 9 luglio 2020, n. 14527

Ilaria Termine – i.termine@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Accertamento dell’insolvenza: fatti diversi…sentenza diversa!

Il Tribunale di Marsala, chiamato a pronunciarsi in merito ad un giudizio di opposizione allo stato ...

Crisi e procedure concorsuali

Sempre caldo è il tema dell’entrata in vigore del nuovo codice della crisi e dell’insolvenza. ...

Crisi e procedure concorsuali

Contratto preliminare e fallimento del promittente venditore

Nel caso in cui il sovraindebitato modifichi sostanzialmente il piano dei pagamenti approvato con il...

Crisi e procedure concorsuali

X