Il gioco delle parti nella verifica dei crediti

Il preavviso di segnalazione in centrale rischi: atto a forma libera

Rappresenta, quindi, presupposto indefettibile per la validità della segnalazione ai SIC l’invio del preavviso imposto dalla normativa di riferimento: tale segnalazione non ha però obbligo di formalità specificatamente prescritte”.

È questo il principio affermato dall’ABF, Collegio di Torino, con la decisione n. 21202 del 26 novembre 2020.

Nel caso di specie, il ricorrente presentava ricorso all’ABF competente al fine di ottenere la cancellazione/rettifica dell’iscrizione dei propri dati presso le Banche Dati delle Centrale Rischi. A suo dire, l’intermediario non aveva assolto l’obbligo di preavviso violando, in tal modo, l’art. 4, comma 7 del Codice di Deontologia e di buona condotta per i sistemi di informazione creditizia e l’art. 125, comma 3, TUB.

L’intermediario resistente provvedeva, pertanto, a depositare le comunicazioni inviate al ricorrente le quali contenevano, non solo il sollecito di pagamento dell’importo dovuto, ma altresì, il preavviso di segnalazione in Centrale Rischi.

Parte ricorrente contestava la validità di tali comunicazioni nella misura in cui l’intermediario resistente non aveva offerto alcuna prova della effettiva ricezione delle stesse.

In tale contesto,  Il Collegio rilevava che: “le plurime comunicazioni ordinarie e le raccomandate prodotte godono della presunzione di recapito atteso che la produzione di una lettera raccomandata, anche in mancanza dell’avviso di ricevimento, oltre a costituire prova certa della spedizione, attestata dall’ufficio postale attraverso la relativa ricevuta, fa sorgere la presunzione dell’arrivo dell’atto al destinatario e della sua conoscenza ai sensi dell’art. 1335 c.c., fondata sulle univoche e concludenti circostanze della suddetta spedizione e sull’ordinaria regolarità del servizio postale e telegrafico (cfr. Cass. nn. 24015 e 22687 del 2017; Cass.12954/2007, 86492006, 758/2006, 22133/2004)”.

Il Collegio proseguiva affermando che: “Se è, quindi, indispensabile, anche alla luce dei precedenti ABF citati da parte ricorrente, che siano rispettati i principi in materia di liceità del preavviso (…) è altresì vero che nessun requisito di forma è normativamente previsto per il preavviso. Né si può dare ingresso ad una lettura eccessivamente formalistica della disposizione citata sull’obbligo di preavviso.” E ancora: “Pertanto, la valutazione di illiceità della segnalazione dipende dalla mancata dimostrazione da parte dell’intermediario di aver posto il preavviso dovuto nella sfera di conoscibilità del cliente: dimostrazione che può offrirsi attraverso tutti gli elementi di prova comunque acquisiti”.

Dall’esame complessivo e congiunto delle allegazioni delle parti, l’Arbitro ha concluso per la piena legittimità dell’operato dell’intermediario, pur in assenza della prova dell’avvenuta ricezione del preavviso, con conseguente rigetto del ricorso.

Collegio ABF di Torino, Decisione, 26 novembre 2020, n. 21202

Antonella Scotellaro – a.scotellaro@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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