Accertamento dell’insolvenza: fatti diversi…sentenza diversa!

È possibile proporre contemporaneamente più domande di concordato preventivo?

Come noto, la pendenza di una domanda di concordato preventivo, sia esso ordinario o con riserva, impedisce temporaneamente la dichiarazione di fallimento fino al verificarsi degli eventi previsti dagli articoli nn. 162, 173, 179 e 180 Legge Fallimentare (Cass. 18/01/2017 n. 1169).

Laddove venga proposto ricorso per concordato preventivo “con riserva” ex art. 161, comma 6, Legge Fallimentare – in pendenza dell’udienza fissata per la declaratoria di inammissibilità della domanda concordataria e l’eventuale dichiarazione di fallimento -, il debitore può depositare un nuovo ricorso ex art. 161, comma 1, Legge Fallimentare (corredato, dunque, ab initio dalla proposta, dal piano e dai documenti ivi allegati), dal quale potrebbe anche implicitamente desumersi la rinuncia alla pregressa domanda “con riserva” (e sempre che la nuova domanda non si traduca in un abuso dello strumento concordatario – Cass. 31/03/2016 n. 6277).

Invero, qualora penda procedura di concordato preventivo, non è configurabile una ulteriore domanda di concordato con carattere di autonomia rispetto a quella originaria poiché, riguardo al medesimo imprenditore ed alla medesima insolvenza, il concordato non può che essere unico e, pertanto, unici sono anche la relativa procedura ed il suo esito – alternativamente sfociante nell’omologazione ovvero nella dichiarazione di fallimento (Cass. 14/01/2015 n. 495; Cass. 7/02/2006 n. 2594).

Stante quanto sopra, spetterà quindi al Tribunale procedere al vaglio di ammissibilità della proposta di concordato avanzata successivamente, che dovrà essere scrutinata, alla luce anche di rilievi mossi dal Commissario Giudiziale ai sensi dell’articolo n. 173 Legge Fallimentare, con riferimento alla precedente domanda di concordato preventivo.

Tribunale di Roma, 19 Maggio 2017

Silvia Alessandra Pagani – s.pagani@lascalaw.com

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