Attento a come quereli, il falso va provato!

E’ possibile la consulenza tecnica d’ufficio last minute?

Una recente ordinanza ha rimesso alla Corte di Cassazione la decisione circa la possibilità di svolgere osservazioni e formulare contestazioni alla consulenza tecnica d’ufficio per la prima volta in sede di comparsa conclusionale, e se una volta ritenute tardive in appello sia possibile proporle in appello, sottraendosi così alle preclusioni ex art. 345 c.p.c..

La vicenda, aveva visto una delle parti, acquirente dell’immobile, contestare che la convenuta avesse dolosamente occultato l’assenza del certificato di abitabilità dell’immobile, inducendo ad acquistare l’immobile ad un prezzo superiore al suo valore.  Il Giudice adito accoglieva le rimostranze dell’attore, condannando parte convenuta a pagare la somma quantificata dal consulente tecnico.

Così la soccombente proponeva ricorso in Appello, che veniva rigettato, e pertanto la stessa procedeva a ricorrere per Cassazione. La ricorrente contestava che la Corte d’Appello non avesse tenuto conto delle osservazioni e dei rilievi formulati nella comparsa conclusionale., dove erano stati spiegati i motivi per i quali la perizia svolta in primo grado dovesse ritenersi inattendibile. Inoltre sosteneva che il Giudice di prime cure avesse ritenuto implicitamente accettate le conclusioni del consulente tecnico, a fronte della non tempestiva contestazione, nella quale si spiegavano le ragioni per le quali la perizia svolta in primo grado doveva ritenersi inattendibile.

Pertanto, la questione sollevata è se le parti possano contestare i risultati di una consulenza tecnica d’ufficio per la prima volta in sede di comparsa conclusionale e se tali contestazioni, ritenute tardive in primo grado, possano essere riproposte in appello.

L’orientamento sul punto non è pacifico: per l’orientamento maggioritario non possono essere formulate osservazioni in comparsa conclusionale, in quanto in tal via rimarrebbero sottratte al contraddittorio.

Secondo ulteriore orientamento, ove le contestazioni non integrino eccezioni di nullità relative al procedimento, costituiscono argomentazioni difensive che possono essere svolte nella comparsa conclusionale, sempre che non introducano fatti nuovi, modificativi o estintivi, nuove domande o eccezioni o nuove prove, e purchè non vi sia una lesione del contraddittorio tra le parti.

Alla luce di quanto esposto i Giudici di Cassazione hanno ritenuta opportuna la rimessione del procedimento al Primo Presidente, affinché sia valutata l’eventuale rimessione alle Sezioni Unite.

Gianluca Pappacena – g.pappacena@lascalaw.com

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