La mediazione è obbligatoria anche per il fideiussore?

Polizze sulla vita e disposizioni testamentarie

Il tribunale di Verona con ordinanza del 15 novembre 2016, n. 243, si è espresso in merito alla modificabilità tramite testamento delle disposizioni contrattuali riguardanti polizze sulla vita stipulate dal de cuius.

Premettendo che “in linea di principio l’assicurazione sulla vita non entra nell’asse ereditario e ai sensi dell’art. 1920 c.c., il beneficiario acquista, per effetto della designazione, un diritto proprio nei confronti dell’assicurazione”  il giudice ha poi ribadito come “l’obbligazione di pagamento gravante sull’assicuratore discende esclusivamente dal contratto di assicurazione e dalla designazione del beneficiario, mentre la morte dell’assicurato, evento assicurato, rappresenta il momento di consolidamento del diritto già acquisito inter vivos e non mortis causa”

Qualora il de cuius –  come nel caso di specie – abbia destinato la polizza a “gli eredi” il premio assicurativo dovrà dunque essere ripartito equamente tra essi.

Nel caso in esame, tuttavia, uno dei due eredi chiedeva una diversa ripartizione di tali polizze. Nonostante beneficiari delle polizze fossero “gli eredi”, il ricorrente sosteneva di esserne l’unico beneficiario, sulla base della disposizione testamentaria che attribuiva a suo favore tutti  i beni mobili.

Il giudice ha statuito che la revoca delle precedenti disposizioni contrattuali è ammissibile esclusivamente se dal dettato testamentario emerge una diversa designazione, non tanto esplicita quanto inequivoca.

È, dunque, necessario che la revoca o la modifica sia “esplicita, o perlomeno costituisca manifestazione di una volontà di segno chiaramente contrario a quella espressa nel contatto di assicurazione e può quindi consistere, ad esempio, nella attribuzione in sede testamentaria delle somme oggetto della polizza ad un determinato soggetto.”

Poggiando la propria decisione sul requisito della inequivocità del testamento, il Tribunale ha, quindi, respinto le domande dell’erede ricorrente osservando che, nel caso di specie, il mero fatto che nel testamento fosse indicato che tutti i beni mobili erano a lui destinati, ciò non costituiva un’espressione inequivoca anche in relazione alla destinazione delle polizze.

Emanuele Varenna e.varenna@lascalaw.com

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