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Polizza assicurativa obbligatoria o facoltativa: la ripartizione dell’onere della prova tra mutuatario e mutuante

Il Tribunale di Siracusa, in composizione di giudice dell’appello, con una recentissima sentenza, ha ribaltato la pronuncia di primo grado emessa dal Giudice di Pace di Lentini in tema di inclusione della polizza assicurativa nel TAEG.

Il Giudice di primo grado, ritenendo la polizza assicurativa a copertura del credito obbligatoria – perché sottoscritta contestualmente al contratto di finanziamento – decideva per la inclusione di tale costo nel calcolo del TAEG.

Il Giudice dell’Appello, invece, ha ritenuto che “la contestualità della sottoscrizione della polizza rispetto alla conclusione del contratto di finanziamento, se costituisce un indice sintomatico idoneo a generare una presunzione di collegamento tra i due contratti e i relativi costi, non è di per sé sufficiente al fine di ritenere ‘obbligatoria’ la sottoscrizione della polizza al fine di ottenere il finanziamento”.

La decisione qui in commento presenta uno spunto interessante nella parte in cui l’On.le Giudice indica, sulla base della decisione n. 10621/2017 del Collegio di Coordinamento, come dovrà essere ripartito l’onere della prova, tra mutuatario e mutuante, al fine di verificare la natura obbligatoria o facoltativa della polizza assicurativa.

Con riferimento al mutuatario, occorre che quest’ultimo provi che la conclusione del contratto di assicurazione abbia costituito un requisito necessario per ottenere il credito alle condizioni offerte. Tale prova può essere offerta attraverso presunzioni gravi, precise e concordanti desumibili dal concorso delle seguenti condizioni:

  • la polizza abbia funzione di copertura del credito;
  • vi sia connessione genetica e funzionale tra i due contratti, ovvero gli stessi siano sottoscritti contestualmente e abbiano pari durata;
  • l’indennizzo sia parametrato al debito residuo.

Per quanto riguarda il mutuante, quest’ultimo è tenuto a fornire elementi di prova di segno contrario attinenti alla formazione del contratto, documentando, in via alternativa:

  • di aver proposto al cliente una comparazione dei costi (e del TAEG) da cui risulti l’offerta delle medesime condizioni di finanziamento a prescindere dalla stipula della polizza assicurativa;
  • di aver offerto condizioni simili ad altri soggetti con il medesimo merito creditizio, in assenza della polizza assicurativa;
  • di aver concesso al cliente il diritto di recedere dal contratto di polizza senza costi e senza ripercussioni sul costo del finanziamento, per tutto il periodo dello stesso.

Alla luce delle considerazioni svolte, il Tribunale di Siracusa accoglie l’appello proposto dalla Banca sul presupposto che: “va osservato che dalla lettura dei documenti versati in atti emerge che la polizza, espressamente definita in contratto come “opzionale”, è assistita da una clausola di recesso in favore dell’assicurato (art. 6 del contratto di assicurazioni versato in atti), cui non è ricollegata alcuna conseguenza sul piano del finanziamento. Tale elemento, in mancanza di altri di segno contrario, risulta idoneo a vincere la presunzione data dalla contestualità della sottoscrizione e, pertanto, ad escludere la natura obbligatoria della spesa assicurativa ai fini del calcolo del TAEG.

Trib. Siracusa, 12 gennaio 2021, n. 34

Antonella Scotellaro – a.scotellaro@lascalaw.com

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