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Polizza assicurativa e calcolo del TEG del finanziamento

Il Collegio di Coordinamento dell’ABF ha cercato di risolvere i discordanti orientamenti dei vari Collegi territoriali, in merito all’inclusione o meno nel calcolo del TEG del finanziamento, del costo della polizza assicurativa sottoscritta in costanza del predetto contratto.

Nel caso in questione, infatti, il ricorrente eccepiva l’erronea indicazione del TEG del contratto di finanziamento stipulato, posto che non era stato conteggiato il costo della polizza assicurativa; lo stesso, inoltre, rilevava come la predetta polizza, seppur indicata nel contratto di finanziamento come facoltativa, doveva, invece, ritenersi obbligatoria in quanto sottoscritta, così come già sopra indicato, contestualmente.

L’intermediario, costituitosi nel procedimento, nell’eccepire la correttezza dei conteggi, deduceva che il beneficiario della polizza assicurativa era il sottoscrittore stesso, e che non sussistevano vincoli sull’utilizzo dell’eventuale indennizzo e, infine, come non vi era, né un importo predeterminato, né tantomeno alcuna correlazione con gli importi indicati nel finanziamento.

Il Collegio nel ripercorrere la disciplina normativa in merito all’inclusione o meno del costo della polizza assicurativa nel TEG di un finanziamento, rilevava che ai sensi dell’art. 121 TUB “nel costo totale del credito sono inclusi anche i costi relativi a servizi accessori connessi con il contratto di credito, compresi i premi assicurativi, se la conclusione di un contratto avente ad oggetto tali servizi è un requisito per ottenere il credito, o per ottenerlo alle condizioni offerte”.

Inoltre, il decidente supportava la propria decisione con le “risposte ai quesiti pervenuti in materia di TEG” della Banca d’Italia, rilevando che vanno inclusi nel computo TEG i costi delle polizze che “assicurano il rimborso del credito” ovvero siano volte a “tutelare i diritti del creditore nell’ambito del rapporto di finanziamento”; tuttavia, valutando, in alternativa tra loro, anche se la polizza: i) è obbligatoria per legge o per contratto per ottenere il credito; ii) è obbligatoria o, nei fatti, necessaria per ottenere il credito a determinate condizioni contrattuali; ii) è contestuale alla concessione del finanziamento.

Il decidente, proseguendo nel proprio ragionamento, richiamava la pronuncia n. 8806 del 5 aprile 2017 della Corte di Cassazione, con la quale è stato statuito che in “relazione alla ricomprensione di una spesa di assicurazione nell’ambito delle voci economiche rilevanti per il riscontro dell’eventuale usurarietà di un contratto di credito, è necessario e sufficiente che la detta spesa risulti collegata all’operazione di credito. La sussistenza del collegamento, se può essere dimostrata con qualunque mezzo di prova, risulta presunta nel caso di contestualità tra la spesa e l’erogazione”.

Il Collegio, infatti, sulla scorta della sopra citata pronuncia della corte di legittimità, ha ritenuto che, ogni qual volta viene stipulata una polizza assicurativa contestualmente al finanziamento, ciò da luogo a una presunzione iuris tantum in merito all’accessorietà della prima, la quale può esser vinta dando prova “della totale assenza di “funzionalità” della polizza a garantire la restituzione del finanziamento, e dunque dimostrando che il contratto di finanziamento ha rappresentato soltanto l’“occasione” per offrire al cliente prodotti assicurativi diversi […], ovvero provando che la polizza non era stata richiesta e neppure offerta dall’intermediario, ma resa disponibile direttamente dal soggetto finanziato o da questi unilateralmente voluta (in tal senso, Coll. Coord., nn. 249 e 250/2018)”.

Tornando al caso in questione, alla luce di tutti i sopra indicati elementi, il Collegio non ha potuto che respingere il ricorso, posto che la polizza assicurativa prevedeva una copertura in caso di inabilità temporanea da lavoro, ricovero ospedaliero e perdita involontaria dell’impiego, e l’eventuale indennizzo non era parametrato né al debito residuo, né all’importo dell’erogazione e infine, come il beneficiario restava il cliente stesso; detti elementi, risultavano pertanto sufficienti a ritenere che il costo della polizza non doveva e non poteva essere ricompreso nel conteggio del TEG del finanziamento.

In ultimo, il Collegio di Coordinamento, sulla scorta delle considerazioni esposte nella propria pronuncia, affermava il seguente principio:

 “Ai fini dell’esclusione o dell’inclusione del calcolo del TEG, in presenza di contestualità tra sottoscrizione del contratto di finanziamento e della polizza assicurativa, risulta presunta iuris tantum la sussistenza di un collegamento funzionale tra i due contratti. Tale presunzione risulta consolidata qualora concorrano le seguenti circostanze: i) la polizza abbia funzione di copertura del credito; ii) sussista una connessione genetica e funzionale tra finanziamento e assicurazione, nel senso che i due contratti siano stati stipulati contestualmente e abbiano pari durata; iii) l’indennizzo sia stato parametrato al debito residuo.

Al contrario, depone nel senso dell’assenza di un collegamento funzionale tra contratto di finanziamento e contratto di assicurazione la ricorrenza di circostanze tali da escludere la funzione di copertura del credito, quali, in via esemplificativa: i) la copertura di rischi o totalmente estranei alla capacità di rimborsare il finanziamento o che solo indirettamente possano risultare collegati alla capacità di rimborsare il finanziamento medesimo; ii) la differente durata dei due contratti, pur se stipulati contestualmente; iii) un indennizzo non parametrato al debito residuo, indipendentemente dalla sua misura fissa o variabile; iv) il beneficiario non sia l’intermediario finanziatore, ma il ricorrente, a condizione che quest’ultimo sia libero di allocare come ritenga l’indennizzo eventualmente ricevuto.”

Collegio di Coordinamento dell’ABF – 21 marzo 2022, n. 4657

Michele Mainetti – m.mainetti@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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