Diritto dell'Esecuzione Forzata

Pignoramento valido anche se l’ingiunzione non è sottoscritta

Cass., sez. III Civile, 13 febbraio 2015, n. 2859 (leggi la sentenza)

Il Tribunale di Catanzaro accoglieva l’opposizione agli atti esecutivi proposta dai debitori esecutati dichiarando inefficace l’atto di pignoramento al quale l’ufficiale giudiziario non aveva apposto la sottoscrizione dell’ingiunzione ai debitori di astenersi  da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito i beni immobili che si assoggettano all’espropriazione.

I debitori esecutati eccepivano infatti che nel caso di specie l’ufficiale giudiziario sottoscriveva unicamente la relazione di notificazione redatta di seguito all’ingiunzione mentre, dal momento che l’ingiunzione è atto diverso rispetto alla notificazione, avrebbe dovuto essere munito di apposita sottoscrizione, non essendo idonea l’unica sottoscrizione apposta dall’ufficiale giudiziario in calce alla relazione di notifica.

La Banca creditrice ricorreva in Cassazione contestando ai giudici di merito di aver dichiarato inesistente il pignoramento, avendo equiparato alla mancanza di ingiunzione la mancata sottoscrizione dell’ingiunzione da parte dell’ufficiale giudiziario.

In particolare col ricorso in Cassazione veniva eccepito che il Tribunale di primo grado aveva erroneamente ritenuto che ogni singola operazione compiuta dall’ufficiale giudiziario necessitasse di apposita sottoscrizione quando invece la firma, in quanto apposta in calce al verbale di pignoramento, consentirebbe a legittimare la paternità dell’atto in ogni sua parte.

La Suprema Corte, nell’accogliere il ricorso dell’Istituto di credito, ha ribadito il principio secondo cui in tema di espropriazione forzata è valido l’atto di pignoramento immobiliare che contenga l’ingiunzione che l’ufficiale giudiziario fa al debitore seguita in calce dalla relazione di notificazione sottoscritta dall’ufficiale giudiziario posto che tale sottoscrizione garantisce la provenienza dall’ufficiale giudiziario anche dell’ingiunzione ai sensi dell’art. 492 c.p.c.

Nel caso di specie la Cassazione ha pertanto ritenuto  sufficiente un’unica sottoscrizione da parte dell’ufficiale giudiziario ingiungente e notificante dal momento che la relazione di notificazione dell’atto veniva apposta di seguito all’ingiunzione proveniente dal medesimo ufficiale giudiziario e diretta al debitore, che quindi diveniva unico destinatario sia dell’ingiunzione che della notificazione dell’atto.

Ne segue, secondo la Corte, che la sottoscrizione della relazione di notifica è idonea non solo a certificare la notificazione ma anche a garantire che l’ufficiale giudiziario ha provveduto all’ingiunzione.

Pertanto, anche se è vero, come hanno sostenuto gli esecutati, che si tratta di due distinte attività, tali che l’una non possa essere considerata l’equipollente dell’altra, sicchè se l’ingiunzione mancasse non potrebbe di certo essere sostituita dalla relazione che certifica la notificazione, si tratta comunque di due attività che fanno capo al medesimo soggetto e che vanno compiute ed attestate con un atto sostanzialmente unico.

Nel caso di specie l’identità soggettiva dell’autore consente che questi apponga un’unica sottoscrizione che garantisca perciò la paternità dell’una e dell’altra attività e ne consenta la riconduzione ad un unico autore.

24 febbraio 2015

Margherita Domenegotti – m.domenegotti@lascalaw.com

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