Diritto Processuale Civile

Pignoramento mobiliare: i poteri dell’ufficiale giudiziario

Cass., 20 dicembre 2012, Sez. III, n. 23625

Massima: “In tema di espropriazione mobiliare presso il debitore, l’articolo 513 Cpc pone una presunzione di appartenenza al debitore dei beni che si trovano nella casa del debitore e negli altri luoghi a lui appartenenti. Pertanto, poiché l’attività svolta dall’ufficiale giudiziario in sede di pignoramento mobiliare è meramente esecutiva, deve ritenersi preclusa al medesimo qualsiasi valutazione giuridica dei titoli di appartenenza dei beni da sottoporre al pignoramento, rimanendo a disposizione degli eventuali terzi proprietari lo strumento processuale dell’opposizione di terzo all’esecuzione.” (leggi la sentenza per esteso)

Con sentenza n. 23625/2012 la Corte di Cassazione ha esaminato il problema dei poteri spettanti all’ufficiale giudiziario in sede di pignoramento mobiliare presso il debitore, nonché degli strumenti giuridici che l’ordinamento pone a disposizione del creditore procedente in caso di inerzia dell’ufficiale giudiziario.

Sulla questione, i giudici di legittimità, in linea di continuità con i precedenti giurisprudenziali sul punto, hanno enunciato il seguente principio di diritto: “In tema di espropriazione mobiliare presso il debitore, l’art. 513 c.p.c. pone una presunzione di appartenenza al debitore dei beni che si trovano nella casa del debitore e negli altri luoghi a lui appartenenti. Pertanto, poiché l’attività svolta dall’ufficiale giudiziario in sede di pignoramento mobiliare è meramente esecutiva, deve ritenersi preclusa al medesimo qualsiasi valutazione giuridica deu titoli di appartenenza dei beni da sottoporre al pignoramento, rimandendo a disposizione degli eventuali terzi proprietari lo strumento processuale dell’opposizione di terzo all’esecuzione”.

L’ufficiale giudiziario, in occasione dell’accesso alla casa del debitore e agli altri luoghi di sua appartenenza, ha il dovere astenersi dal pignorare i beni indicati dall’art. 514 c.p.c.

Nel sistema delineato dal codice di rito, infatti, assume un rilievo decisivo la nozione di appartenenza intesa come disponibilità, sicché i beni mobili che si trovano nell’ambito spaziale individuato dall’art. 513 c.p.c. si presumono appartenenti al debitore e, pertanto, l’ufficiale giudiziario non può sindacare se a tale dato esteriore faccia riscontro, o meno, anche la titolarità giuridica, perché una simile valutazione andrebbe a stravolgere la logica stessa della procedura.

(Carmela Prencipe – c.prencipe@lascalaw.com)

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