Diritto dell'Esecuzione Forzata

Pignoramento di beni in comunione legale da parte del creditore particolare del coniuge

Nel caso in esame il Tribunale di Massa rafforza l’interpretazione giurisprudenziale oggi assolutamente prevalente che qualifica la comunione legale tra coniugi come comunione senza quote, nella quale i beni che vi rientrano appartengono  solidalmente per l’intero a ciascuno.

Questa interpretazione, ancora non pacifica in dottrina, ha come naturale conseguenza l’inapplicabilità della disciplina dell’espropriazione di quote non potendo il coniuge disporre della singola quota ma dell’intero bene comune.

Per il recupero del credito personale verso uno solo dei coniugi occorrerà quindi assoggettare il bene a pignoramento per l’intero. Alla vendita o all’assegnazione del bene seguirà lo scioglimento della comunione limitatamente al bene venduto o assegnato e solo con il  trasferimento della proprietà del bene medesimo, sorgerà il diritto del coniuge non debitore al controvalore lordo del bene ricavato dalla procedura esecutiva.

Nella procedura esecutiva immobiliare in esame, il creditore procedente ha subìto la dichiarazione di estinzione del pignoramento instaurato verso uno solo dei coniugi. Seppur individuando correttamente  la quota da assoggettare a pignoramento ossia l’intero bene staggito (in quanto acquistato in regime di comunione legale dei beni), tuttavia il creditore ha omesso la notifica del pignoramento anche nei riguardi del coniuge non debitore così come la trascrizione del pignoramento. Il Tribunale di Massa con l’ordinanza del 17 maggio 2015, riportandosi alla sentenza della Suprema Corte n. 6575/2013 secondo cui “La soggezione ad espropriazione di un bene sul quale ha eguale contitolarità il coniuge non debitore lo configura come soggetto passivo dell’espropriazione in concreto operata, con diritti e doveri identici a quelli del coniuge debitore esecutato: tale sua condizione imporrà la notificazione anche al coniuge non debitore del pignoramento, come pure l’applicazione al medesimo dell’art. 498, e dell’art. 567 c.p.c., vale a dire la necessità dell’avviso ai suoi creditori iscritti personali e della documentazione c.d. ipotecaria almeno ventennale a lui relativa, al fine di non pregiudicare i diritti di terzi validamente costituiti anche da lui sul medesimo bene”, ha così dichiarato la nullità del pignoramento immobiliare per omessa notifica del pignoramento al coniuge non debitore e per mancata trascrizione dell’atto di pignoramento avverso entrambi.

Concludendo e secondo la prassi prevalente, il pignoramento di beni in comunione legale da parte

del creditore particolare del coniuge deve: avere ad oggetto la quota pari ad 1/1 del bene, essere notificato ad entrambi i coniugi e trascritto nei confronti di entrambi  i coniugi (eventualmente specificando nel quadro D della nota di trascrizione che uno solo dei coniugi è il debitore esecutato).

29 Maggio 2015

Roberta Pisano – r.pisano@lascalaw.com

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