Contratti Bancari

Pignoramento del conto bancario del debitore

Cass., 9 ottobre 2012, Sez. Lav., n. 17178

Massima: ” Dopo la risoluzione del rapporto di lavoro è legittimo il pignoramento effettuato dal datore a garanzia del proprio credito risarcitorio sul conto corrente bancario dell’ex dipendente non dovendosi ritenere operante il limite del quinto dello stipendio, laddove, dopo l’accredito delle somme, si determina confusione con il patrimonio del debitore, essendo il denaro bene fungibile per eccellenza.” (leggi la sentenza per esteso)

Qualora venga sottoposto a pignoramento il conto bancario del debitore, non trova applicazione la limitazione di un quinto, anche se sul predetto conto venga accreditato lo stipendio ed anche se il creditore procedente sia lo stesso datore di lavoro (nel caso di specie l’istituto di credito). Infatti, nel momento in cui la retribuzione viene accreditata, la stessa entra nel patrimonio dell’esecutato e diviene irrilevante la causale da cui trae origine, considerato che il denaro è bene fungibile per eccellenza. Diversamente, non possono essere sottoposte a pignoramento, neppure nel limite di un quinto, le somme relative agli accantonamenti per la pensione integrativa, trattandosi di versamenti che non possono essere distratti dal fine al quale sono destintati.

(Simona Daminelli – s.daminelli@lascalaw.com)

 

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