Diritto Processuale Civile

Pignorabili i beni costituiti in fondo se i coniugi non dimostrano che il debito non riguarda la famiglia

Cass., 7 febbraio 2013, Sez. III, n.  2970

Massima: “L’onere della prova dei presupposti di applicabilità dell’articolo 170 Cc grava sulla parte che intende avvalersi del regime di impignorabilità dei beni costituiti in fondo patrimoniale. Nel caso dell’opposizione proposta dal debitore avverso l’esecuzione avente ad oggetto tali beni, al fine di contestare il diritto del creditore di agire esecutivamente ex articolo 615 Cpc, l’onere della prova grava sul debitore opponente; questi non deve provare soltanto, come sostenuto dai ricorrenti, la regolare costituzione del fondo patrimoniale e la sua opponibilità nei confronti del creditore pignorante, ma anche che il debito per cui si procede venne contratto per scopi estranei ai bisogni della famiglia.” (leggi la sentenza per esteso)

La Suprema Corte di Cassazione, con sentenza n. 2970 del 7 febbraio 2013,  ha precisato che l’onere della prova circa la sussistenza dei presupposti di applicabilità di cui all’art. 170 c.c. grava sulla parte che intende avvalersi del regime di impignorabilità dei beni costituiti in fondo patrimoniale.

Nel caso di opposizione proposta dal debitore avverso l’esecuzione avente ad oggetto i beni del fondo stesso, l’onere della prova grava sul debitore e deve avere ad oggetto non soltanto la regolare costituzione del fondo patrimoniale e la sua opponibilità nei confronti del creditore pignorante,  ma anche la prova che il debito per cui si procede venne contratto per scopi estranei ai bisogni della famiglia.

Il debitore, nello specifico, avrà l’onere di dimostrare quali siano i titoli dai quali le singole obbligazioni sono sorte ed il contesto nell’ambito del quale vennero contratte e ciò al fine di consentire al giudice di pervenire all’esclusione, anche per via presuntiva, della loro riconducibilità ai bisogni della famiglia nel senso che possa  desumersi che vennero contratte per  scopi ad essa del tutto estranei.

A quanto detto deve necessariamente accompagnarsi l’ulteriore e necessario presupposto della consapevolezza da parte del creditore dell’estraneità dei crediti ai bisogni della famiglia.

La Corte precisa poi che l’indagine del magistrato deve essere rivolta specificamente al fatto generatore dell’obbligazione, a prescindere dalla natura di questa; i beni costituiti in fondo non potranno essere sottratti all’azione esecutiva dei creditori quando lo scopo perseguito nell’obbligarsi fosse quello di soddisfare i bisogni della famiglia.

(Laura Martone – l.martone@lascalaw.com)

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