Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

È pignorabile la quota del patrimonio del singolo coniuge

La Cassazione ha richiamato il principio secondo cui: “la natura di comunione senza quote della comunione legale dei coniugi, comporta che l’espropriazione, per crediti personali di uno solo dei coniugi, di un bene (o di più beni) in comunione abbia ad oggetto il bene nella sua interezza e non per la metà, con scioglimento della comunione legale limitatamente al bene staggito all’atto della sua vendita od assegnazione e diritto del coniuge non debitore alla metà della somma lorda ricavata dalla vendita del bene stesso o del valore di questo”.

Secondo interpretazione giurisprudenziale, fin da Corte Costituzionale n. 311 del 10 marzo 1988, la comunione legale tra coniugi costituisce una comunione senza quote, nella quale i coniugi sono solidalmente titolari di un diritto avente ad oggetto tutti i beni di essa e rispetto alla quale non è ammessa la partecipazione di estranei (principio ribadito con sentenza della Corte di Cassazione n. 12923/2012).

Essendo comunione finalizzata, a differenza della comunione ordinaria, tutela la proprietà della famiglia.

Nel caso portato davanti alla Corte di Cassazione un creditore sottoponeva a pignoramento immobili di proprietà del debitore, per il valore della quota di proprietà dello stesso, essendo il patrimonio in comunione legale tra coniugi; il G.E., anche a seguito di istanza dell’altro coniuge, disponeva la divisione del patrimonio sospendendo la procedura per la quota immobiliare in comunione.

Il creditore chiedeva l’estensione dell’esecuzione all’intero patrimonio immobiliare richiamando un orientamento giurisprudenziale che riconosceva la pignorabilità dell’intero patrimonio in comunione legale, atteso che in materia di comunione senza quote, per la quale il creditore può procedere all’aggressione in via esecutiva per l’intera proprietà, mancando una quota di spettanza dei singoli coniugi.
Tribunale e Corte di merito respingevano la domanda di estensione.

Il ricorso poggiava sul principio dell’overruling, il quale afferma che non può essere pregiudicato il diritto della parte che abbia confidato incolpevolmente nella consolidata interpretazione della regola, la cui interpretazione-applicazione subisca repentina variazione in corso di causa (Cass. Sez. Unite n. 15144/2011).

In fatto, la Suprema Corte, ha ritenuto che il principio applicato dai giudici di merito è risalente, e che, la comunione legale tra coniugi costituisce, nella interpretazione giurisprudenziale fin da Corte Cost. 10 marzo 1988, n. 311, una comunione senza quote, nella quale i coniugi sono solidalmente titolari di un diritto avente ad oggetto tutti i beni di essa e rispetto alla quale non è ammessa la partecipazione di estranei (Cass. 24 luglio 2012, n. 12923).

La comunione, pertanto, può sciogliersi nei soli casi previsti dalla legge e dai singoli coniugi quando decidano di mutare integralmente il loro regime patrimoniale, con atti dalla forma solenne opponibili ai terzi soltanto con l’annotazione formale a margine dell’atto di matrimonio.

Inoltre, nei rapporti con i terzi, ciascuno dei coniugi, mentre non ha diritto di disporre della propria quota, può tuttavia disporre dell’intero bene comune.
In ragione di quanto osservato, i Giudici di merito hanno deciso per l’inapplicabilità della disciplina dell’espropriazione di quote (di cui all’art. 599 c.p.c. e ss.) ed hanno affermato la necessità di dover aggredire il bene per l’intero, nei limiti dei diritti nascenti dalla comunione legale, con lo scioglimento della comunione legale limitatamente a quel bene.

Per le ragioni esposte, La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso escludendo l’applicabilità dello stesso supportato dal principio dell’overruling, confermando le sentenze del Tribunale e della Corte d’Appello.

Consulta l’infografica

Infografica procedura civile

Cass., Sez. VI, 14 gennaio 2021, n. 506

Caterina Morabito – c.morabito@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

“L’inserimento del ISC nel contratto e nel documento di sintesi assolve ad una funzione merament...

Diritto Processuale Civile

Controparte perdente rimborsa consulenza vincente

In materia di notificazioni al difensore, a seguito dell’introduzione del domicilio digitale, cor...

Diritto Processuale Civile

Costruzione di nuovi edifici: la relazione energetica non vincola l’appaltatore

È stato dichiarato viziato da invalidità formale il processo esecutivo avviato senza che sia stata...

Diritto Processuale Civile

X