Il gioco delle parti nella verifica dei crediti

Il piano di ammortamento alla francese non produce anatocismo

Il Tribunale di Avellino si è espresso in materia di piano di ammortamento alla francese accertando che tale tipologia di ammortamento non produce anatocismo.

Ricordiamo che, sul punto, sussistono forti dibattitti tra gli operatori di settore, che vedono contrapposte da un lato le tesi di chi dipinge l’ammortamento alla francese come un espediente matematico che aggrava le condizioni del cliente, producendo una forma di anatocismo implicita e, dall’altra, chi sostiene invece che la capitalizzazione alla francese sia legittima, poiché la produzione di anatocismo non sarebbe dimostrata.

Il Giudice, nel caso in esame, ha aderito a questa seconda tesi.

La sentenza, in primo luogo, precisa che il piano di ammortamento alla francese “è caratterizzato da una rata costante la cui quota interessi è pari al tasso di interesse del periodo per il debito residuo alla fine del periodo precedente, e la cui quota capitale è data dalla differenza tra rata e quota interessi. In sintesi, il piano di ammortamento alla francese è costituito da rate tutte uguali, con una quota interessi inizialmente molto alta ma decrescente nel tempo, ed una quota capitale inizialmente molto bassa, ma che aumenta progressivamente”.

Il Tribunale afferma poi che il piano di ammortamento alla francese non produce anatocismo poiché gli interessi non vengono calcolati sugli interessi pregressi, bensì sul solo capitale: “Il meccanismo previsto dall’ammortamento alla francese a parere di questo giudice non produce una capitalizzazione di interessi, poiché questi vengono comunque calcolati sulla quota di capitale via via decrescente per il periodo corrispondente a quello di ciascuna rata, e non anche sugli interessi pregressi”.

Inoltre, il Giudice rileva che il sistema alla francese esclude di per sé la produzione di anatocismo: “Inoltre, alla scadenza della rata gli interessi maturati non vengono capitalizzati, ma sono pagati come quota interessi della rata di rimborso del mutuo, essendo tale pagamento periodico della totalità degli interessi elemento essenziale e caratterizzante, dove la rata è costante e la quota capitale rimborsata è determinata per differenza rispetto alla quota interessi, anch’essa predeterminata”.

La sentenza, nell’argomentare la propria motivazione, richiama alcuni precedenti giurisprudenziali che avvallano tale ricostruzione: Cass. n. 11400 del 22.05.2014; Tribunale di Milano 5.05.2014; Tribunale di Venezia 27.11.2014; Tribunale di Torino 17.09.2014.

Sulla scorta di tali argomentazioni il Tribunale ha rigettato in toto le contestazioni dei debitori, ritenendo le difese in punto di anatocismo manifestamente infondate e contrarie alle evidenze giuridiche e matematiche del caso di specie.

Il piano di ammortamento alla francese, dunque, non produce anatocismo.

Trib. Avellino, 12 maggio 2020, n. 756 

Carlo Giambalvo Zilli – c.zilli@lascalaw.com

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