Omessa dichiarazione: per la punibilità del prestanome è necessario che questi persegua il dolo specifico

Perimetro e limiti della delibera autorizzativa dell’azione di responsabilità

La delibera assembleare che autorizza l’azione sociale di responsabilità non necessità né di una specifica motivazione né di una individuazione puntuale degli atti di mala gestio degli amministratori; conseguentemente, non è invalida la delibera (né tantomeno improcedibile la relativa azione) che abbia ad oggetto addebiti diversi da quelli rappresentati con l’azione di responsabilità.

In tale senso si è espresso il Tribunale di Milano, XV sezione civile, con sentenza n. 5956 del 6 ottobre 2020, in merito all’ impugnazione di una delibera assembleare da parte dell’ex amministratore, il quale prospettava, tra le altre cose, l’annullabilità della suddetta delibera per mancata corrispondenza dei fatti in base ai quali i soci avevano deciso di agire nei suoi confronti con i fatti oggetto dell’azione sociale di responsabilità.

Sul punto, il Tribunale ha chiarito che l’art. 2393 c.c. non richiede che la deliberazione con cui l’assemblea autorizza l’esercizio dell’azione sociale di responsabilità “rechi una specifica motivazione volta ad illustrare le ragioni che giustificano tale scelta…. tantomeno che rechi una individuazione specifica delle condotte degli amministratori asseritamene contrarie ai doveri imposti agli amministratori dalla legge o dallo statuto”. “Ne deriva che è da escludere che la delibera prevista dall’art. 2393 c.c. circoscriva l’esercizio dell’azione sociale di responsabilità solo agli atti di mala gestio eventualmente riportati nella relativa motivazione e che deve essere ritenuto senz’altro ammissibile, in sede di proposizione, fondare l’azione su fatti diversi da quelli specificamente esaminati dall’assemblea”.

Tale pronuncia si allinea al consolidato orientamento giurisprudenziale, secondo il quale – a differenza di altre deliberazioni societarie – non è necessario che tale delibera sia motivata né che individui in maniera specifica tutti gli addebiti. L’azione di responsabilità, peraltro, non solo può essere concretamente esercitata nei confronti di alcuni soltanto degli amministratori indicati nella delibera assembleare, ma può anche essere fondata su fatti diversi da quelli specificatamente esaminati dall’assemblea in sede di delibera della relativa azione, in quanto la delibera è solo una condizione dell’azione e non può predeterminarne il contenuto (cfr. Cass. 18 giugno 2005 n. 13169 in Società 2006, p. 983; Cass 11 novembre 2005 n. 21858 in Foro it. 2006, I 2864; Cass. 11 luglio2008 n. 19235 in Giur. It. 2009, p. 883).

Occorre considerare, altresì, che – come emerge dalla stessa motivazione della sentenza in commento – poiché l’autorizzazione assembleare costituisce una condizione dell’azione essa può anche sopravvenire nel corso del giudizio con effetto sanante ex tunc.

Trib. Milano, Sez. XV, 6 ottobre 2020, n. 5956

Francesco Parisi – f.parisi@lascalaw.com

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