Crisi e procedure concorsuali

Per l’esecuzione del concordato preventivo è competente il giudice ordinario e non quello delegato

Cass., 24 settembre 2012, Sez. VI,  n. 16187

Massima: “Una volta che la procedura di concordato preventivo si è esaurita con la sentenza di omologazione, tutte le questioni che hanno ad oggetto diritti pretesi da singoli creditori o dal debitore e che attengono all’esecuzione del concordato, danno luogo a controversie che sono del tutto sottratte al potere decisionale del giudice delegato e costituiscono materia di un ordinario giudizio di cognizione, da promuoversi, da parte del creditore o di ogni altro interessato, dinanzi al giudice competente. Ne consegue che, rispetto alla lite per l’accordo transattivo-novativo stipulato fra creditore e debitore dopo la sentenza di omologazione, il giudice competente a conoscere le eventuali controversie nascenti dall’esecuzione di detto accordo deve essere individuato secondo gli ordinari criteri di distribuzione della competenza, anche per territorio.” (leggi la sentenza per esteso)

Con ordinanza del 24 settembre 2012, n. 16187, la Suprema Corte ha riaffermato il principio secondo cui le controversie successive alla sentenza di omologazione, e che hanno per oggetto i diritti spettanti ai creditori e al debitore o che riguardano l’esecuzione della sentenza, sono di competenza del Giudice Ordinario e non del Giudice delegato al fallimento, secondo le norme di rito.

La Corte, affermando il summenzionato principio, ha sapientemente distinto due momenti apparenti uniti: da un lato ha ritenuto irrilevante la questione della natura, concorsuale o meno, dell’accordo di ristrutturazione dei debiti (così facendo, ha inteso racchiudere e circoscrivere la fase del concordato attribuendole il Giudice delegato al fallimento); dall’altro ha valorizzato la natura dei rapporti, distinti e diversi, nonché sottostanti e ricompresi nella suddetta sentenza di omologazione, stabilendo che per questi rapporti il Giudice competente non può non essere quello secondo le norme del codice di procedura civile. Dunque, a ragione, conclusa la parentesi del concordato, ogni questione che ha ad oggetto diritti pretesi da creditori (o debitore o questioni attinenti all’esecuzione della sentenza omologata) dovranno essere promosse innanzi al Giudice Ordinario, secondo gli ordinari criteri di distribuzione della competenza (anche territoriale) stabiliti dal codice di rito.

(Edoardo Di Blasio – e.diblasio@lascalaw.com)

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