Responsabilità Civile

Per la liquidazione del danno biologico si devono applicare le tabelle del Tribunale di Milano

L’ordinanza n. 134 del 4 gennaio 2013  (leggi la sentenza per esteso) è stata emessa nel ricorso proposto alla Suprema Corte da un uomo vittima di un incidente stradale avverso la decisione del Tribunale, confermata in Corte d’Appello, che ha condannato l’autore dell’’incidente e la sua assicurazione al pagamento di un importo pari ad Euro 102.000,00, quale risarcimento per inabilità temporanea e permanente, danno morale e danno materiale del veicolo.

In particolare, il ricorrente ha chiesto alla Suprema Corte di rivalutare la quantificazione del danno biologico liquidato nel giudizio di merito, al fine di ottenere il riconoscimento di un ulteriore danno patrimoniale da lucro cessante per una progettata iniziativa imprenditoriale non più avviata a seguito dell’incidente.

Inoltre, deducendo la violazione degli articoli 1223 (Risarcimento del danno), 1226 (Valutazione equitativa del danno), 1227 (Concorso del fatto colposo del creditore.), 2056 (Valutazione dei danni) e 2059 (Danno non patrimoniale) del codice civile, il ricorrente ha eccepito la difformità della sentenza dai parametri di liquidazione del danno, con riferimento alle tabelle adottate dal Tribunale di Milano.

La Corte ha rigettato il ricorso ed ha riconfermato il proprio orientamento giurisprudenziale in merito, richiamando una recente sentenza di legittimità del 7 giugno 2011 n. 12408, la quale ha affermato che “quando, nella liquidazione del danno biologico, manchino criteri stabiliti dalla legge, il criterio di liquidazione cui i giudici di merito devono attenersi, al fine di garantire l’uniformità di trattamento, è quello predisposto dal Tribunale di Milano, in quanto ampiamente diffuso sul territorio nazionale, salvo circostanze in concreto idonee a giustificarne l’abbandono“. “(…) Per le sentenze di merito che (come nella specie) sono state depositate prima della suddetta pronuncia, nelle quali il giudice abbia liquidato il danno biologico adottando criteri diversi, tale difformità può essere fatta valere in sede di legittimità solo a condizione che la questione sia stata posta nel giudizio di merito”.

(Tiziana Francolino – t.francolino@lascalaw.com)

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