L’interesse è concreto. Se non ripeti, che interesse c’è?

Pegno revocatorio di quote di s.r.l. oggetto di donazione

Sono aggredibili, mediante lo strumento dell’art. 2929 bis c.c., tutti i beni per i quali sia previsto un sistema pubblicitario di natura legale, comprese – dunque – le quote di una società a responsabilità limitata, il cui trasferimento è soggetto ad iscrizione nel registro delle imprese; in tale ipotesi, infatti – in virtù di un’interpretazione estensiva – il sostantivo “trascrizione” deve intendersi riferito all’iscrizione nel registro delle imprese.

Il caso affrontato dal Tribunale di Milano, sez. III, il 22 gennaio 2020, riguarda un’associazione professionale che – in forza di un lodo arbitrale esecutivo, che condannava un membro dell’associazione al pagamento di una somma di denaro a favore dell’associazione stessa – aveva avviato la procedura esecutiva mobiliare, notificando al debitore atto di precetto e, parallelamente, al coniuge del debitore atto di “pignoramento revocatorio”, ai sensi degli artt. 2741 e 2929 bis c.c., così da sottoporre a vincolo espropriativo le quote di una società che il debitore gli aveva nel frattempo donato.

Il debitore ed il coniuge avevano così proposto opposizione a precetto ed al pignoramento, deducendo l’inapplicabilità della speciale procedura prevista dall’art. 2929-bis c.c. all’atto di donazione di quote tra di essi intercorso, non avendo tale atto ad oggetto “beni immobili o mobili iscritti in pubblici registri”, come invece testualmente previsto dalla norma in questione.  Seguiva, quindi, l’ordinanza di sospensione da parte del Giudice dell’Esecuzione, poi reclamata dall’associazione professionale dinanzi il Tribunale di Milano.

Come noto, l’art. 2929-bis c.c. prevede che “il creditore che sia pregiudicato da un atto del debitore, di costituzione di vincolo di indisponibilità o di alienazione, che ha per oggetto beni immobili o mobili iscritti in pubblici registri, compiuto a titolo gratuito successivamente al sorgere del credito, può procedere, munito di titolo esecutivo, a esecuzione forzata, ancorchè non abbia preventivamente ottenuto sentenza dichiarativa di inefficacia, se trascrive il pignoramento nel termine di un anno dalla data in cui l’atto è trascritto“.

La norma, chiaramente ispirata dall’esigenza di contrastare gli abusi delle destinazioni patrimoniali ed accelerare il soddisfacimento del diritto dei creditori titolati, riducendo al contempo il contenzioso, attribuisce al creditore uno strumento che si incentra su tre elementi: (i) l’ampliamento dell’efficacia soggettiva del titolo esecutivo (il creditore può pignorare beni che non sono di proprietà del debitore, ma sono di un terzo o formano un patrimonio separato); (ii) l’inversione del rapporto tra processo di cognizione e processo esecutivo (quest’ultimo può essere immediatamente iniziato senza necessità del previo esperimento della revocatoria, e un processo di cognizione si ha solo nell’eventualità in cui il debitore, il terzo avente causa dal debitore o un altro interessato propongano un incidente oppositivo per recuperare all’atto gli effetti posti nel nulla dalla trascrizione del pignoramento); (iii) l’imposizione, a carico degli opponenti, dell’onere della prova della inesistenza dei presupposti applicativi del meccanismo stesso (si ha, dunque, una inversione dell’onere della prova: se, infatti, in sede di revocatoria, è il creditore che deve dimostrare il danno patito e quindi ottenere la conseguenziale declaratoria di inefficacia relativa dell’atto posto in essere, qui, invece, il creditore può direttamente agire in esecuzione, alla sola condizione di disporre di un titolo esecutivo, senza dover dimostrare il danno patito, e alla ulteriore condizione di trascrivere il pignoramento nel termine di un anno dalla trascrizione dell’atto lesivo).

Fermo quanto precede è tutt’ora dibattuto in dottrina se, nell’area applicativa della norma in esame, possano essere ricomprese gli atti a titolo gratuito relativi alle quote di partecipazione in s.r.l..

Ebbene, il Tribunale di Milano, condividendo l’interpretazione più estensiva della norma – che ritiene applicabile l’art. 2929 bis c.c. anche a beni mobili risultanti da pubblici registri diversi da quelli originariamente previsti dai veicoli, dai natanti e dai velivoli di cui all’art. 2683 c.c., in ossequio al principio per cui ubi lex voluit, dixit – ha accolto il reclamo e dunque revocato l’ordinanza di sospensione della procedura esecutiva mobiliare.

Trib. Milano, Sez. III, 22 gennaio 2020

Maria Giulia Furlanetto – m.furlanetto@lascalaw.com

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