PCT e deposito tempestivo...occhio alla consegna!

PCT e deposito tempestivo: occhio alla consegna!

Nell’ambito del processo civile telematico, il deposito degli atti processuali mediante posta elettronica certificata integra il requisito della tempestività dello stesso solo laddove il sistema generi la ricevuta di avvenuta consegna, chiamata comunemente “seconda PEC”, tassativamente entro la fine del giorno di scadenza del deposito.

Il principio in commento è stato enunciato nella recente ordinanza n. 17328 della Suprema Corte di Cassazione, depositata in data 27 giugno.

I fatti di causa che hanno portato alla decisione in esame sono i seguenti.

La Corte d’Appello di Ancona aveva respinto il gravame proposto da un soggetto di origine straniera avverso l’ordinanza del tribunale di primo grado che aveva rigettato la sua domanda di protezione internazionale.

In base al ragionamento svolto dal giudice dell’impugnazione, il gravame era stato erroneamente introdotto con citazione in luogo dello strumento corretto rappresentato dal ricorso ed era, inoltre, da qualificarsi come non tempestivo in quanto proposto oltre il termine dei 30 giorni decorrenti dalla comunicazione dell’ordinanza che si andava ad impugnare.

Avverso la pronuncia di secondo grado veniva proposto ricorso per Cassazione, deducendo a motivo di ricorso che l’appello era stato tempestivamente proposto e ciò veniva dimostrato tramite la produzione delle ricevute di deposito telematico generate dal sistema al momento del deposito dell’introduzione dell’appello, non rilevando, a detta dell’attore, la successiva attività di cancelleria consistente nella “presa in carico” del ricorso e nell’assegnazione del numero di ruolo da parte del cancelliere.

La Cassazione, facendo propria l’argomentazione svolta da parte attrice, ribadisce il tradizionale e consolidato orientamento già espresso in altre pronunce di analogo tenore, in base al quale per verificare la tempestività o meno dei depositi telematici occorre avere riguardo al momento in cui viene generata dal sistema telematico la ricevuta di avvenuta consegna.

Solo in tale momento, infatti, il depositante ha esaurito le operazioni necessarie e gravanti su di lui, al fine del corretto invio dell’atto processuale e solo in tale momento si ha la certezza che l’atto depositato sia effettivamente entrato nella sfera di conoscibilità del sistema di giustizia, a nulla rilevando che le pec attinenti ai controlli di cancelleria (codice 1 e codice 2) siano successivi e vengano generate anche alcuni giorni dopo a quello di scadenza del deposito.

Nel caso di specie la ricevuta di avvenuta consegna è stata generata il giorno di scadenza del deposito stesso che deve, pertanto, ritenersi tempestivo.

Per tale motivo la Corte cassa con rinvio la decisione della Corte D’Appello.

Cass., Sez. I Civ., 27 giugno 2019, ordinanza n. 17328

Andrea Asnaghi – a.asnaghi@lascalaw.com

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