Patto di gestione della lite: chi è tenuto al pagamento dell’onorario dell’avvocato

Patto di gestione della lite: chi paga l’onorario dell’avvocato

Con la recente pronuncia in commento, la n. 14107/19 depositata il 23 maggio, la Cassazione riconferma il proprio orientamento e così afferma “al fine di individuare il soggetto obbligato a corrispondere il compenso professionale al difensore, occorre distinguere tra rapporto endoprocessuale nascente dal rilascio della procura ad litem e rapporto che si instaura tra il professionista incaricato ed il soggetto che ha conferito l’incarico, il quale può anche essere diverso da colui che ha rilasciato procura. Spetta a chi ha agisce per il conseguimento del compenso l’onere di provare il conferimento dell’incarico da parte del terzo”.

All’origine dei fatti vi è il ricorso promosso ex art. 702 bis c.p.c. da un avvocato nei confronti del proprio assistito, per il quale aveva svolto le difese nell’ambito di un processo civile in cui quest’ultimo era stato convenuto, unitamente alla compagnia assicuratrice, in seguito ad un sinistro stradale. Il Tribunale di Milano accoglieva la domanda dell’avvocato; tuttavia l’ex cliente proponeva appello sostenendo che l’avvocato aveva ricevuto mandato soltanto dalla compagnia, ma la Corte di Appello respingeva l’impugnazione.

L’ex cliente presentava allora ricorso in Cassazione, che veniva accolto sulla base di un passaggio argomentativo e di un documento prodotto in primo grado che, a parere della Corte, non era stato preso in considerazione in appello: si trattava cioè del patto di gestione della lite contenuto nella polizza, in base al quale l’assicuratore poteva pretendere dall’assicurato un mandato ad litem da rilasciare ad un legale scelto dalla compagnia.

Il patto di gestione di lite si configura come un negozio atipico ed accessorio al contratto di assicurazione e costituisce una lecita modalità di adempimento sostitutiva dell’obbligo di rimborso delle spese di difesa erogate per resistere all’azione del danneggiato di cui all’art. 1917, 3° comma, c.c.

A parere della Corte, l’esistenza di un patto di gestione della lite comporta “che sia l’assicurazione ad assumersi la gestione delle vertenze in sede stragiudiziale, come giudiziale, in sede civile e penale, a nome dell’assicurato, designando ove occorrano legali e periti”.

La Corte quindi ha concluso che “il cliente del professionista non è necessariamente colui nel cui interesse viene eseguita la prestazione d’opera intellettuale, ma colui che, stipulando il relativo contratto, ha conferito incarico al professionista ed è conseguentemente tenuto al pagamento del corrispettivo”.

Cass., Sez. II Civ., 23 maggio 2019, n.14107

Lilia Cocchiaro

Valeria Bano – v.bano@lascalaw.com

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