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Palese infondatezza dell’opposizione: condanna ex art. 96, III comma, c.p.c.

E’ quanto di recente espresso dal Tribunale di Palmi nell’ambito di un giudizio di opposizione a precetto promosso nei confronti di una delle società Clienti dello Studio.

La motivazione, precisa il Tribunale, risiede sulle seguenti circostanze: “Il primo motivo di opposizione (“carenza di ius postulandi del difensore che ha redatto e sottoscritto l’atto di precetto, per carenza di procura”) è infondato, in quanto nell’atto di precetto sono espressamente menzionati gli estremi della procura generale ad litem, conferita al difensore con atto pubblico specificamente indicato nei suoi estremi identificativi.

Atteso che il difensore era munito di procura generale, è da ritenersi sufficiente l’indicazione precisa degli estremi dell’atto pubblico con cui siffatta procura è stata conferita, consentendo siffatta indicazione l’esame del contenuto della procura da parte della controparte e del giudice, previa richiesta di allegazione, ex art. 182 c.p.c.

In ogni caso, la mancata allegazione della procura generale espressamente indicata nei suoi estremi ab origine, risulta superata nel caso di specie dal conferimento di procura speciale, allo stesso difensore da parte della società [..], nell’ambito del presente giudizio di opposizione, circostanza che deve ritenersi assimilabile appunto all’ipotesi di regolarizzazione e sanatoria ex tunc dei vizi della procura prevista dall’art. 182, II° comma, c.p.c.

Il secondo motivo di opposizione (“erronea indicazione della somma per interessi”) è del tutto pretestuoso.

Invero, da un semplice calcolo matematico basato sull’applicazione del tasso (..) espressamente indicato nel decreto ingiuntivo (…) si ricava l’importo richiesto in precetto.

D’altro canto – prosegue e precisa il Giudice – l’eccezione di parte opponente sul punto è del tutto generica, atteso che non si chiarisce sulla base di quali parametri si perverrebbe alla diversa e minore somma indicata nell’opposizione, che appare pertanto priva di qualsiasi riscontro.”

Anche il terzo motivo di opposizione (“erronea quantificazione delle competenze professionali di cui all’atto di precetto”) è pretestuoso.”

Alla luce delle suesposte considerazioni, il Tribunale ha quindi concluso che la palese infondatezza e pretestuosità dei motivi di opposizione integrano senza dubbio un’ipotesi di responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c., con conseguente condanna di parte opponente per aver agito con colpa grave processuale.

Tribunale di Palmi, 13 gennaio 2017, n. 29

Alessandra Palermoa.palermo@lascalaw.com

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