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Pagamento spontaneo successivamente al pignoramento: al creditore spetta il rimborso delle spese

Una recente ordinanza della Cassazione, affronta un caso frequente nella prassi che riguarda il pagamento spontaneo posto in essere dal debitore nelle more della notifica del pignoramento. In tale fattispecie si pone il problema delle spese sostenute dal creditore: a chi spettano?

La vicenda trae origine dall’opposizione promossa da Intesa Sanpaolo S.p.a. alla procedura esecutiva presso terzi incardinata dalla creditrice in forza di un’ordinanza di assegnazione somme. La Banca debitrice lamentava l’improcedibilità dell’esecuzione avendo adempiuto spontaneamente al pagamento nel periodo intercorrente tra la notifica del precetto e la notifica del pignoramento. Il Giudice di Pace di Roma accoglieva l’opposizione mentre il Tribunale riformava parzialmente la sentenza, dichiarando sussistente il diritto della creditrice di procedere ad esecuzione forzata limitatamente alla somma richiesta a titolo di spese e competenze di precetto. La debitrice, pertanto, ricorreva alla Corte di Cassazione.

Con il primo motivo di ricorso la ricorrente evidenziava che il Tribunale, nel ritenere il pagamento spontaneo della banca debitrice anteriore all’inizio dell’esecuzione, avrebbe omesso di considerare che l’atto di pignoramento, a quella data, era stato già notificato, se non al debitore, quanto meno al terzo pignorato. Su tale punto si innesca la querelle: se il pagamento spontaneo è avvenuto prima dell’inizio dell’esecuzione, certamente quest’ultima risulterebbe illegittima sin dal suo inizio e le relative spese non sarebbero dovute al creditore procedente; se, al contrario, il pagamento è intervenuto dopo l’inizio dell’esecuzione, le spese di pignoramento (e comunque le spese di esecuzione fino a quel momento sostenute dal creditore) certamente sarebbero dovute dal debitore e, di conseguenza, se ne dovrebbe tener conto anche al fine di valutare l’integrale satisfattività del pagamento stesso e quindi la possibilità di prosecuzione della procedura esecutiva.

La Corte di Legittimità è intervenuta risolutivamente enunciando il seguente principio di diritto: “le spese necessarie per il pignoramento sono dovute al creditore procedente, se causate dall’inadempimento del debitore; di conseguenza, laddove quest’ultimo provveda al pagamento degli importi intimati con il precetto dopo l’avvenuta consegna all’ufficiale giudiziario dell’atto di pignoramento, da parte del creditore, per la sua notifica al debitore e al terzo pignorato, sarà tenuto a rimborsare anche le predette spese, e dunque non è precluso al creditore di procedere esecutivamente per queste ultime, in forza del medesimo titolo esecutivo, a meno che non sia accertato che egli ha compiuto tali attività, funzionali all’esercizio della pretesa esecutiva, violando il dovere di lealtà processuale di cui all’art. 88 c.p.c. e art. 92 c.p.c., comma”.

In conclusione, le spese sostenute dal creditore sino al pagamento spontaneo del debitore sono imputabili a quest’ultimo se determinate dal suo comportamento inadempiente.

Cass., Sez. VI , Ord. 15 aprile 2021, n. 9877

Mariangela Sampogna – m.sampogna@lascalaw.com

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