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Pagamento dilazionato dei creditori privilegiati e diritto di voto nel concordato fallimentare

In materia di concordato fallimentare, il pagamento integrale ma dilazionato, per quanto compensato dagli interessi, comporta comunque un sacrificio per i creditori privilegiati. Ne deriva che, una volta determinata in misura percentuale l’entità di tale perdita, la partecipazione al voto dei creditori privilegiati resta determinata entro la detta misura.

Gli artt. 124, comma 3, e 127, comma 4, L.F. stabiliscono che la proposta di concordato fallimentare può prevedere la soddisfazione non integrale dei creditori muniti di diritto di prelazione ma gli stessi devono essere considerati, per la parte non soddisfatta al privilegio, quali creditori chirografari.

Dunque, ex lege i creditori non integralmente soddisfatti hanno diritto di voto per la porzione di credito eventualmente stralciata.

Diversa è l’ipotesi in cui si prospetti il pagamento integrale del debito non immediato, ma dilazionato, proprio come nella fattispecie in commento.

Nel caso che ci occupa la ricorrente, nella domanda di concordato, aveva proposto un pagamento integrale e dilazionato in favore dei creditori privilegiati, ritenendo, altresì, che detti creditori non avessero diritto di voto, in quanto “integralmente” soddisfatti.

Invero, essa assumeva che, nell’ambito del concordato fallimentare, detti creditori avrebbero potuto pretendere, ai sensi degli artt. 54 e 55 L.F., giustappunto gli interessi e nient’altro.

In senso contrario si è espressa la Suprema Corte con la sentenza in oggetto.

Invero, la Corte, richiamando il generale principio civilistico dell’inesatta attuazione della prestazione allorquando vi sia ritardo nell’esecuzione della stessa, ha sostenuto l’impossibilità di assimilare il pagamento integrale e immediato al pagamento integrale ma dilazionato e con corresponsione degli interessi.

Ne discende che, i creditori privilegiati, nel secondo caso, debbono poter partecipare al voto sulla proposta di concordato nei limiti della perdita consequenziale, ovvero per la quota chirografaria del credito privilegiato.

Cass., Sez. I, 31 ottobre 2016, n. 22045  

Anna Porcaria.porcari@lascalaw.com

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