Responsabilità Civile

Pacchetti turistici: il consumatore ha diritto al risarcimento del danno non patrimoniale

Con la sentenza del 30 gennaio 2013, Giudice di Pace di Pozzuoli si è apertamente schierato con quella parte della giurisprudenza che, da qualche anno, sostiene la risarcibilità del danno non patrimoniale cagionato da una  “vacanza  rovinata o non effettuata“.

Più in particolare, la sentenza in questione è stata emessa al termine di un procedimento incardinato da due turisti avverso un’Agenzia di viaggio ed un Tour Operator, al fine di ottenere sia il rimborso totale della somma pagata per un pacchetto viaggio acquistato (comprensivo di andata e ritorno da Napoli a Parigi e n. 5 giorni e 4 notti presso una struttura alberghiera), sia il risarcimento di tutti i danni non patrimoniali, ovvero morali e da vacanza rovinata per essere stati costretti a rinunciare al soggiorno a causa della cancellazione del volo programmato.

Il Giudice ha ritenuto fondate le domande attoree sulle base delle seguenti motivazioni.

Quanto al rimborso del pacchetto viaggio, poiché non è stata ravvisata, in corso di causa, nessuna colpa del viaggiatore/consumatore, il Giudice ha ritenuto applicabili le disposizioni del Codice del Consumo, ovverosia l’art. 92 sui “Diritti del consumatore in caso di recesso o annullamento del servizio” e l’art. 93 sul “Mancato o inesatto adempimento”.

Tali articoli stabiliscono che, nel caso in cui vi sia l’annullamento di un pacchetto turistico, il consumatore “ha diritto di usufruire di un altro pacchetto turistico di qualità equivalente o superiore senza supplemento di prezzo, o di un pacchetto turistico qualitativamente inferiore previa restituzione della differenza del prezzo, oppure gli è rimborsata (…) la somma di danaro già corrisposta.”, fermo restando, secondo l’art. 93 Cod. Cons., la responsabilità dell’organizzatore (Agenzia), anche qualora l’inadempimento del Tour Operator sia dipeso, a sua volta, dal prestatore di servizio di cui l’organizzatore si è avvalso per l’esecuzione del contratto.

Per quanto riguarda, invece, il risarcimento del danno non patrimoniale, ex art. 2059 c.c.,  riconosciuto agli attori, la motivazione ivi sottesa richiama apertamente la disciplina della responsabilità in tema di obbligazioni contrattuali.

L’art. 1174 c.c, afferma il Giudice di Pace di Pozzuoli, prevede che “la prestazione che forma oggetto dell’obbligazioni deve essere suscettibile di valutazione economica e deve corrispondere ad un interesse anche non patrimoniale del creditore” e, difatti, è interesse del turista poter godere pienamente del viaggio organizzato come occasione di piacere e di riposo.

Ed ancora,  l’art. 1218 c.c. dispone che “Il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, se non prova che l’inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile”.

Infine, il Giudice ha riconosciuto anche la risarcibilità del “danno da vacanza rovinata” e, configurandolo nell’ambito del genus del danno non patrimoniale, ha basato la sua motivazione  sul combinato disposto dell’art. 2059 e art. 92 comma 2 del Codice del Consumo, secondo il quale il consumatore, in caso di annullamento del pacchetto di viaggio senza una sua colpa, ha diritto oltre alla restituzione della somma o, in alternativa, all’offerta di una prestazione equivalente, al risarcimento di “ogni ulteriore danno dipendente dalla mancata esecuzione del contratto”.

(Tiziana Francolino – t.francolino@lascalaw.com)

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