Corporate

Osservazioni in tema di vendita della partecipazione sociale

– di Giuditta Carullo, in Giurisprudenza Commerciale, n. 35/08, pag. 954

L’autore commenta la sentenza Cass. 15 novembre 2006, con la quale la Suprema Corte ha ribadito il consolidato orientamento in merito alle garanzie prestate nell’ambito della cessione di quote od azioni.
Nella sentenza in commento si afferma che la garanzia  sulla consistenza patrimoniale della società, prestata in un contratto di cessione di partecipazioni sociali, rileva solo in presenza di una specifica e determinata garanzia a riguardo.

La cessione della partecipazione sociale ha infatti come oggetto “immediato” la partecipazione sociale stessa e solo quale oggetto “mediato” la quota parte del patrimonio sociale che tale partecipazione rappresenta. Pertanto, le carenze o i vizi relativi alle caratteristiche e al valore dei beni ricompresi nel patrimonio sociale – e, di conseguenza, alla consistenza economica della partecipazione – possono giustificare la risoluzione del contratto di cessione per difetto di “qualità” della cosa venduta ai sensi dell’art. 1497 c.c. (necessariamente attinente ai diritti ed obblighi che in concreto la partecipazione sociale sia idonea ad attribuire e non al suo valore economico) solo se siano state fornite a tale riguardo specifiche garanzie contrattuali o se tali garanzie si evincano inequivocabilmente dal contratto di compravendita di partecipazioni (ex multis Cass. nn. 325/1963; 3625/1969; 1836/1974; 9067/1995; 2843/1996; 5773/1996). Ne deriva che il vizio di qualità in relazione alla compravendita di partecipazioni sociali può insistere unicamente sulla “qualità” dei diritti ed obblighi che in concreto la partecipazione sociale sia idonea ad attribuire. Non può riguardare, invece, il suo valore economico in quanto esso non attiene all’oggetto del contratto, ma alla sfera della valutazioni motivazionali delle parti, in grado di assumere rilievo giuridico solo ove, in relazione alla consistenza economica della partecipazione compravenduta, siano state previste esplicite garanzie contrattuali.

In sintesi la giurisprudenza amette che la cessione della partecipazione, attuata sul presupposto di una determinata consistenza patrimoniale della società, si possa inquadrare nell’ambito di un complesso regolamento negoziale che ha per oggetto non solo l’acquisizione dello status di socio, ma anche ulteriori obblighi a carico del cedente; tali obblighi possono per relationem essere collegati dalle parti a una certa consistenza del patrimonio ovvero a specifiche caratteristiche di beni sociali individualmente considerati sino a rendere applicabile in via analogica le norme in tema di vendita, ma tutto ciò a condizione che il cedente abbia assunto una specifica garanzia sul punto. A conforto della correttezza dell’orientamento in esame, la Suprema Corte ricorda che la mancanza delle qualità promesse di cui all’art. 1497 c.c. attiene all’esecuzione del contratto; si presuppone cioè che il venditore abbia assunto l’impegno che la res compravenduta sia fornita di quelle qualità appunto promesse nello specifico. E’ sul piano delle conseguenze ricollegabili alla mancanza delle qualità che riesce giuridicamente impossibile ipotizzare un effetto risolutivo del contratto che prescinda da una espressa dichiarazione di volontà in merito alle qualità promesse nello specifico.

(Sergio Chisari – s.chisari@lascalaw.com)

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Collegio Sindacale: non indugiare, agisci!

Ogni amministratore persona giuridica deve designare, per l'esercizio della funzione di amministrato...

Corporate

Not in my name: il falsus procurator di società di capitali

Il Tribunale di Milano ha stabilito che non è fraudolenta la fusione tra due società in liquidazio...

Corporate

L'indennità di occupazione è percepita dal Custode giudiziario

La riduzione facoltativa del capitale sociale, per perdite pari od inferiore ad un terzo, non è con...

Corporate

X