Vigilanza

Organizzazione e governo societario delle banche

Sono numerose le iniziative, anche a livello internazionale, che pongono particolare enfasi sulla governance bancaria assumendo che, la sua elevata qualità sia requisito imprescindibile per assicurare una sana e prudente gestione dell’attività bancaria. A tale proposito si segnalano:

1) le Linee guida elaborate dall’EBA sul governo interno delle banche dello scorso 27 settembre 2011. Esse dedicano particolare attenzione a questo tema ponendosi talvolta, sia per le banche sia per le Autorità di vigilanza, quale idoneo strumento di interpretazione e corretta applicazione dell’attuale normativa nazionale a riguardo;

2) la Nota circa l’applicazione delle disposizioni di vigilanza in materia di organizzazione e governo societario delle banche emanata da Banca d’Italia lo scorso 11 gennaio 2012.

Con specifico riferimento a tale documento si segnala che Banca d’Italia, proprio nell’ottica di garantire la sana e prudente gestione dell’attività bancaria:

a) rammenta la necessaria presenza dei seguenti strumenti di garanzia (i) la chiara determinazione ex ante dei livelli di rischio ritenuti adeguati e sostenibili; (ii) l’approccio integrato ai rischi; (iii) l’adeguato contributo e coinvolgimento delle funzioni aziendali competenti (compliance, risk management, pianficazione strategica);

b) pone l’accento sul ruolo degli organi aziendali, in particolare degli organi con funzione di supervisione, gestione e controllo, ai quali raccomanda il compito di fissare gli orientamenti strategici e dare ad essi corretta attuazione, definire le politiche di gestione e controllo dei rischi e vigilare sul loro corretto funzionamento.

In particolare, a tali organi, è richiesta una scrupolosa attenzione: (i) ai requisiti di professionalità dei componenti, già previsti dalle Disposizioni di vigilanza in materia  di organizzazione e governo societario delle banche del marzo 2008, le quali delineano principi e linee applicative sulla composizione degli organi volte a guidare gli intermediari nella scelta dei componenti. Le professionalità necessarie devono essere definite ex ante, ed eventualmente riviste nel tempo per tenere conto delle criticità emerse ed assicurare che negli organi di vertice siano presenti soggetti capaci di assicurare lo svolgimento efficace del ruolo ad essi affidato; (ii) alla necessità per le banche di prevedere procedure, metodi di lavoro, flussi informativi, e tempistiche delle riunioni adeguati, con periodiche autovalutazioni, anch’esse già previste dalle disposizioni attuali, volte a garantire nel continuo la funzionalità degli organi e l’individuazione di eventuali aree di criticità da correggere; (iii) ai presidi organizzativi necessari al controllo e alla gestione dei rischi aziendali con particolare attenzione sul contributo del comitato per il controllo interno o il comitato rischi, sul corretto ed efficiente funzionamento della funzione di gestione  del rischio (risk management) nonché sul soggetto responsabile di tale funzione (chief risk officer), cui compete, tra l’altro, assicurare che siano fornite agli organi di vertice, informazioni complete che permettano un’effettiva conoscenza del profilo di rischio della banca.

(Sabrina Galmarini – s.galmarini@lascalaw.com)

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
European Banking Authority: servizi finanziari a distanza e tutela del consumatore

In tema di scambio automatico di informazioni su conti finanziari, con il decreto del Ministro dell...

Vigilanza

Mario Valentino vs. Valentino

Banca d’Italia ha posto in consultazione pubblica un documento illustrativo delle integrazioni che...

Coronavirus

Il Manuale Utente delle comunicazioni oggettive

L’aggiornamento delle Disposizioni di Vigilanza in attuazione delle linee Guida EBA Con il trenta...

Vigilanza

X