Chi è onerato della prova non usi gli scalari

Quando ordine di esibizione e richiesta di risarcimento danni sono inammissibili

Si segnala l’interessante decisione ottenuta dal nostro Studio avanti al Tribunale di Teramo, il quale, con sentenza n. 6 dell’8 gennaio 2020, emessa a definizione di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, ha affrontato il tema dell’onere della prova, ritenendo del tutto inammissibile l’ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c. di un contratto di finanziamento in originale.

In particolare, parte opponente aveva sottoscritto una richiesta di finanziamento e una richiesta concernente la copertura assicurativa a garanzia del rimborso del residuo debito in caso di morte, ovvero invalidità permanente o totale: tuttavia, dalla documentazione in atti, non risultava che l’opponente avesse selezionato l’opzione relativa alla garanzia furto/incendio.

Pertanto, l’ordine di esibizione richiesto sul presupposto secondo cui la copia del contratto era segnata da discrasie contenutistiche rispetto all’originale, sul quale, secondo l’opponente, era stata selezionata l’opzione di cui si è detto, è stato ritenuto irrilevante ai fini della decisione.

Per tali motivazioni, il mancato versamento degli importi dovuti da parte opponente non trova alcuna giustificazione, con conseguente infondatezza sia delle doglianze avversarie sia della domanda di risarcimento del danno conseguente alla segnalazione del nominativo di controparte presso le centrali rischi private (CAI e CRIF).

Peraltro, proprio con riferimento a tale ultima richiesta, il Tribunale ha ritenuto inammissibile la tesi secondo cui dalla presunta illegittimità della segnalazione a sofferenza consegue un danno c.d. “in re ipsa”: sul richiedente il risarcimento, infatti, ricade lo specifico onere di giustificare le proprie doglianze sia in punto di an che in punto di quantum.

Trib. Teramo, 08 gennaio 2020, n. 6

Elisa Confalonieri – e.confalonieri@lascalaw.com

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