Ordine di esibizione e CTU, no alle istanze generiche

Ordine di esibizione e CTU, no alle istanze generiche

L’istanza di esibizione del contratto di apertura di conto corrente ex art 210 c.p.c. non può essere accolta se supportata da una generica enunciazione dei fatti costitutivi e delle ragioni del diritto azionato. Parimenti, non può essere accolta la domanda di ammissione di CTU contabile, qualora la parte non abbia prodotto oltre al contratto, tutti gli estratti conto nonché i decreti ministeriali che fissano il tasso soglia usura.

Questi i principi affermati dal provvedimento in commento in tema di ammissione delle istanze istruttorie, con il quale la Corte d’appello di Bologna ha confermato la sentenza del Tribunale di I grado che ha respinto il ricorso ex art 702 bis c.p.c. promosso da una società contro un istituto bancario.

La vicenda trae origine dalla domanda formulata innanzi al Tribunale di Ferrara dai ricorrenti volta all’accertamento della nullità, invalidità e/o inefficacia delle clausole contenute in contratto di conto corrente a causa della pattuizione di tassi di interessi presuntivamente usurari e anatocitstici.

La società ricorrente a supporto delle proprie domande chiedeva ammettersi in via istruttoria l’ordine di esibizione ex art 210 c.p.c. del contratto di conto corrente, in quanto, lamentava controparte, il documento ricevuto dall’istituto bancario a seguito della richiesta ex art 119 TUB sarebbe stato incompleto, nonché CTU contabile volta a provare l’usura e l’anatocismo. In particolare, la richiesta di CTU contabile era supportata da una consulenza di parte, che nulla precisava in ordine ed agli importi per i quali sarebbe avvenuta l’indebita capitalizzazione, nonché – per quanto riguarda l’usura – i trimestri specifici per i quali il tasso soglia sarebbe stato superato.

Il Giudice di prime cure rigettava entrambe le istanze istruttorie, e conseguentemente le domande formulate dalla ricorrente, ritenendo che le istanze fossero esplorative in quanto non supportate da idonee argomentazioni ed allegazioni volte a sostenerle.

La Corte d’appello di Bologna, investita dell’esame della fattispecie, rigettava l’appello proposto, confermava la sentenza di I grado e precisava i principi di diritto affermati nella sentenza impugnata. In particolare, sanciva la Corte d’Appello, l’istanza di esibizione del contratto di conto corrente stipulato tra le parti in causa ex art 210 c.p.c. può essere ammessa solo nel caso in cui oltre ad essere presenti i requisiti previsti dalla legge, nel caso di specie la preventiva richiesta ex art 119 TUB del predetto contratto, l’istanza sia supportata dall’esauriente enunciazione dei fatti costitutivi e delle ragioni del diritto azionato.

Quanto invece alla richiesta di espletamento della CTU contabile, per la Corte d’ Appello di Bologna, affinché la stessa possa essere espletata, pur in presenza di consulenza di parte, è necessaria la produzione in giudizio del contratto oggetto del rapporto nonché dei decreti ministeriali che fissano il tasso soglia usura.

Pertanto, in assenza di entrambi i requisiti, i motivi di appello venivano rigettati con conferma della sentenza di I grado.

Corte d’Appello di Bologna,18 aprile 2019, n.1341

Arianna Corsaro – a.corsaro@lascalaw.com

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