Controparte perdente rimborsa consulenza vincente

Ordinanza di vendita e contratti opponibili erga omnes

Con l’ordinanza in commento il Tribunale di Bari si è espresso in tema di opponibilità ai terzi dei contratti di servizi stipulati dall’esecutato.

Nel caso di specie, la società fornitrice di servizi, con istanza depositata nell’ambito della procedura esecutiva immobiliare, chiedeva al Giudice di integrare l’ordinanza di vendita, prevedendo l’automatico subentro dell’acquirente nei contratti di fornitura di servizi stipulati dal debitore esecutato, evidenziando a tal fine come in forza del contratto di acquisto sottoscritto dall’esecutato, lo stesso fosse obbligato al subentro nei contratti di fornitura già in essere con la venditrice. Sempre a sostegno dell’istanza formulata, la società fornitrice di servizi richiamava il provvedimento del Giudice dell’esecuzione con il quale aveva autorizzato il custode al pagamento delle somme dovute per i servizi comuni resi.

Il Giudice non ha ritenuto meritevole di accoglimento l’istanza, in primo luogo evidenziando come l’autorizzazione al pagamento dei servizi forniti dalla società non rendesse i contratti stipulati dall’esecutato opponibili alla procedura o vincolanti per l’acquirente, ma fosse finalizzata ad evitare un pregiudizio alle unità immobiliari, stante la comunicazione da parte del fornitore dell’intenzione di distaccare le forniture di acqua e fogna.

Il Giudice ha poi evidenziato come i contratti di servizi, non essendo direttamente derivanti da vincoli di lottizzazione, siano di natura meramente obbligatoria e, come tali, non opponibili erga omnes, considerato che i contratti obbligatori sono opponibili ai terzi solo nei casi espressamente previsti dalla legge, fra i quali non sono annoverabili i contratti di servizi in oggetto. Il Giudice ha altresì evidenziato che le clausole di subentro della parte esecutata, nella fattispecie in esame, non risultano riportate nell’ordinanza di vendita dell’immobile pignorato (peraltro non impugnata nei termini di rito) a cui si deve conformare il decreto di trasferimento secondo quanto previsto dall’art. 586 cpc.

Il Tribunale di Bari conclude con il rigetto dell’istanza formulata dalla società, alla luce della natura obbligatoria del contratto di fornitura di servizi, come tale non vincolante per l’acquirente.

Trib. Bari, Sez. II, 15 giugno 2020

Federica Belvedere – f.belvedere@lascalaw.com

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