Accertamento dell’insolvenza: fatti diversi…sentenza diversa!

Ordinanza di assegnazione somme e sovraindebitamento: un nuovo complicato rapporto

Anche la Corte Costituzionale dovrà esprimersi sulle modifiche alle procedure di sovraindebitamento introdotte lo scorso dicembre dalla Legge n. 176/2020.

Il Tribunale di Livorno ha, infatti, sollevato d’ufficio questione di legittimità costituzionale dell’art. 8, comma 1 bis Legge n. 3/2012 appena entrato in vigore, nella parte in cui non stabilisce che il piano del consumatore possa prevedere anche la falcidia e la ristrutturazione dei debiti per i quali il creditore abbia ottenuto ordinanza di assegnazione di quota parte dello stipendio, del TFR o della pensione.

Come noto, grazie alla nuova disciplina entrata in vigore pochi mesi fa, la proposta di piano del consumatore può prevedere anche la falcidia dei debiti derivanti da contratti di finanziamento con cessione del quinto dello stipendio, del TFR o della pensione. Nulla però si dice per l’ipotesi in cui vi sia stata un’assegnazione di somme all’esito di un pignoramento presso terzi.

Nel caso di specie, il Giudice rigettava una richiesta di omologa di un piano del consumatore in cui non veniva considerata un’ordinanza di assegnazione somme ottenuta da un creditore all’esito proprio di un pignoramento presso terzi.

Il debitore proponeva reclamo avverso detto provvedimento, sostenendo l’applicazione dell’art. 44 l.f., con la conseguenza di rendere inefficace il pagamento eseguito dal debitore stesso in favore del creditore che vanta l’assegnazione del credito pignorato.

Il Tribunale ha ritenuto di non poter estendere in via analogica la falcidia prevista per la cessione del quinto anche a un’ordinanza giudiziale di assegnazione intervenuta prima dell’omologazione del piano, né di poter applicare l’art. 44 l.f., non potendosi ritenere inefficaci i pagamenti effettuati dal debitore.

Tuttavia, alla luce dell’analogo meccanismo attraverso il quale opera il soddisfacimento del credito con riferimento alla cessione del quinto dello stipendio e all’ordinanza di assegnazione somme, ai Giudici è parso irragionevole, ex art. 3 Cost., limitare la possibilità di falcidia e ristrutturazione ai soli debiti derivanti da contratti di finanziamento con cessione del quinto dello stipendio, del TFR o della pensione e non anche ai debiti per i quali il creditore abbia già ottenuto ordinanza di assegnazione di quota parte dello stipendio, del TFR o della pensione.

Di conseguenza, la rimessione alla Corte costituzionale, di cui attendiamo con trepidazione la pronuncia!

Trib. Livorno, 30 marzo 2021

Lodovico Dell’Oro – l.delloro@lascalaw.com

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