La mediazione è obbligatoria anche per il fideiussore?

Opposizione senza mediazione, autogol in giudizio

Nel procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo, porre l’onere di attivare la mediazione a carico del creditore significherebbe premiare la passività dell’opponente ed al contempo accrescere gli oneri in capo al creditore. Dunque, onerato dell’introduzione del tentativo di conciliazione è il debitore, in quanto qualificabile come colui che intende percorrere la via lunga al posto della via breve.

Questo il principio emanato dal Tribunale di Nola, in persona del Giudice dott.ssa Napolitano, con sentenza del 15 maggio 2019.

In particolare, nel caso in commento, è interessante notare come, a fronte dell’accertato mancato verificarsi della condizione di procedibilità di cui all’art. 5 del D.Lgs. n. 28 del 2010 e della conseguente declaratoria di improcedibilità del giudizio, il Giudice abbia argomentato la sorte dell’opposto decreto ingiuntivo. Il giudice nolano, uniformandosi a quanto statuito dalla Corte di Cassazione, ha evidenziato che nell’ambito di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo le conseguenze dell’omessa instaurazione della procedura di mediazione obbligatoria debbano ripercuotersi sulla domanda introdotta dall’opponente in quanto “attraverso il decreto ingiuntivo l’attore ha scelto la linea deflattiva coerente con la logica della efficienza processuale e della ragionevole durata del processo. È l’opponente che ha il potere e l’interesse a introdurre il giudizio di merito, cioè la soluzione più dispendiosa, osteggiata dal legislatore con il D.Lgs. n. 28 del 2010. Deriva da quanto precede, pertanto, che è sull’opponente che deve gravare l’onere della mediazione obbligatoria – prevista quale condizione di procedibilità del giudizio dall’articolo 5 del D.Lgs. n. 28 del 2010 – perché è l’opponente che intende precludere la via breve, per percorrere la via lunga. La diversa soluzione (porre il relativo onere a carico del creditore) sarebbe palesemente irrazionale, perché premierebbe la passività dell’opponente e accrescerebbe gli oneri della parte creditrice” (Cass. Civ. 03/12/2015, n. 24629; conforme Cass. Civ. 16/09/2019, ordinanza n. 23003).

Deve, infatti, rilevarsi come, a seguito della predetta pronuncia di legittimità, la giurisprudenza si sia ormai uniformata nel ritenere gravato dall’onere di instaurazione della procedura de quo l’opponente, in tal modo eliminando le incertezze interpretative. Il medesimo, pertanto, deve essere conscio dell’onere posto a suo carico, nonché delle conseguenze derivanti dalla mancata instaurazione della procedura di mediazione obbligatoria e dalla conseguente declaratoria di improcedibilità dell’opposizione, ovvero: la conferma dell’opposto decreto ingiuntivo con conseguente consolidamento dei suoi effetti.

Tribunale di Nola, sentenza del 15 maggio 2019

Giulia Martucci – g.martucci@lascalaw.com

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