A volte ritornano: il conflitto di interessi dell’amministratore di società

Opposizione a precetto e all’esecuzione: quale Giudice ha il potere di sospensiva?

L’ordinanza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere in commento, ottenuta dallo Studio nell’ambito della fase cautelare di un giudizio di opposizione all’esecuzione, riveste peculiare interesse in quanto ha il pregio di esaminare in modo dettagliato il rapporto processuale sussistente tra l’opposizione al precetto e l’opposizione all’esecuzione.

Nel caso in esame, i debitori depositavano ricorso in opposizione all’esecuzione ex art. 615, II comma, c.p.c., chiedendo in via preliminare la riunione di tale procedimento con l’opposizione a precetto già pendente in sede contenziosa e, in via subordinata, disporsi la sospensione della procedura esecutiva ai sensi dell’art. 295 c.p.c..

Il Giudice dell’Esecuzione, nel rigettare l’istanza di sospensione della procedura esecutiva, ha affrontato in via simultanea entrambe le eccezioni sollevate dai debitori esecutati.

In primo luogo, è stato ribadita l’inapplicabilità dell’art. 295 c.p.c. alla procedura esecutiva in quanto le cause di sospensione sono tipiche e, in particolare, sono disciplinate dagli art. 623 e ss. c.p.c.. Presupposti per la sospensione nel processo esecutivo, infatti, sono l’istanza di parte (non essendo prevista una sospensione ex officio) e la ricorrenza di gravi motivi essenzialmente riconducibili al probabile fondamento dell’opposizione.

Il G.E., non ritenendo peraltro possibile disporre alcuna riunione ai sensi dell’art. 273 c.p.c. e/o emettere una pronuncia di litispendenza, ha rilevato inoltre come l’opponente non può rivolgersi contemporaneamente o in momenti successivi sia al giudice dell’opposizione a precetto sia al G.E. per ottenere il provvedimento sospensivo.

Sulla questione, viene richiamata la sentenza della Corte di Cassazione n. 26285/2019 con la quale è stato infatti ribadito come i poteri spettanti ai rispettivi Giudici, laddove la richiesta di sospensiva postuli a suo fondamento le medesime argomentazioni, siano “mutualmente esclusivi”. Il giudice adito successivamente, pertanto, sarà privo di potestas judicandi sulle istanze cautelari.

In virtù di tale principio, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere conclude affermando che “L’opponente che ha già richiesto la sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo al giudice dell’opposizione pre-esecutiva, non può rivolgersi per le medesime ragioni anche al giudice dell’esecuzione. Indirizzando l’istanza al giudice dell’opposizione a precetto si consuma il potere processuale e tanto in applicazione del principio “electa una via, non datur recursus ad alteram” al fine di scongiurare provvedimenti contrastanti”.

Trib. Santa Maria Capua Vetere, Ord., 20 marzo 2021

Mirko La Cara – m.lacara@lascalaw.com

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